Il giorno nero del mondo della musica: 38 anni fa l’addio a John Lennon

Più della chitarra di Jimi Hendrix, più della voce di Janis Joplin, più dei testi psichedelici di Jim Morrison, i quattro colpi che segnarono in modo indelebile la storia del rock.

Sono passati 38 anni dalla morte di John Lennon. Sono passati 38 anni da quella maledetta notte nel giorno dell’Immacolata, quando il mondo fu scosso dalla Notizia che il leader dei Beatles, con cui aveva contribuito a sconquassare il mondo della musica dal Polo Nord al Polo Sud, per tutti e cinque i continenti, era stato ucciso per mano di un folle, in quella New York che aveva raggiunto per lavorare sull’ennesima chicca, la millesima gemma da regalare al mondo dei suoi appassionati, seguaci, fan.

Nel 1980, Lennon raggiunse infatti gli studi di registrazione Hit Factory di New York per incidere un nuovo album, Double Fantasy, che venne pubblicato nel novembre di quello stesso anno.

E proprio poche settimane dopo l’uscita del disco, il giorno che da 38 anni tutti vorrebbero cancellare. Era la sera dell’8 dicembre 1980, sono le 22.51, John aveva trascorso un intero pomeriggio di lavoro al Record Plant Studio. Scesa la sera, quindi, si era fatta l’ora di rincasare con la moglie. E poi l’attimo, inatteso, quello dell’incontro (di nuovo) con Mark Chapman. Che poche ore prima Chapman si era appostati davanti all’entrata della residenza di Lennon, il palazzo The Dakota in Central Park a Manhattan, in attesa dell’artista di Liverpool. Quando il musicista uscì di casa, Chapman gli strinse la mano e si fece firmare un autografo sulla copertina di Double Fantasy, ultimo album di Lennon. Ad assistere alla scena vi era il fotografo Paul Goresh, che immortalò la scena in una celebre fotografia che ritrae l’assassino insieme alla sua futura vittima.

E poi di nuovo un ultimo incontro. Il venticinquenne infatti, esplose contro di lui cinque colpi di pistola colpendolo quattro volte (il quinto colpo non andò a segno) mentre esclamava: “Hey, Mr. Lennon”. Uno dei proiettili trapassò l’aorta e Lennon fece in tempo a fare ancora qualche passo mormorando “I was shot…” (mi hanno sparato), prima di cadere al suolo perdendo i sensi. Soccorso da una pattuglia di polizia, Lennon perse conoscenza durante la corsa verso il Roosevelt Hospital, dove fu dichiarato morto alle 23.15.

Dal 1962 al 1970 fu il fulcro, la creatività, la vita dei Beatles, che trascinò in coppia con Paul McCartney.
John Lennon è il cantautore di maggior successo nella storia delle classifiche inglesi seguito da McCartney. Nel 2002, in un sondaggio della BBC sulle 100 personalità britanniche più importanti di tutti i tempi, si è classificato ottavo.
Terminata l’esperienza con i Beatles, John Lennon fu anche musicista solista, autore di disegni e testi poetici, nonché attivista politico e paladino del pacifismo.

Questo gli causò problemi con le autorità statunitensi (FBI), che per lungo tempo spiarono tutte le sue attività e quelle della moglie Yōko Ono, considerandolo un sovversivo e rifiutandogli più volte la Green Card. Fu assassinato a colpi di rivoltella da un suo stesso fan, Mark David Chapman, la sera dell’8 dicembre 1980 a New York.
Lennon si sposò due volte: dal primo matrimonio con Cynthia Powell ebbe il figlio Julian, mentre dal secondo matrimonio con l’artista giapponese Yoko Ono, nacque il figlio Sean. Entrambi i figli hanno seguito la carriera artistica del padre. Dopo il matrimonio con Yoko, John cambiò legalmente il proprio nome in John Winston Ono Lennon.
John Lennon è al quinto posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone. Si trova inoltre al 55esimo posto della lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *