78 anni fa nasceva ‘la musica’: Auguri Frank Zappa

Rock, blues, jazz, fusion, progressive, avanguardia. Ma anche musica classica, satira e cabaret. Il 4 dicembre del 1993, quando una brutta malattia, anzi la brutta malattia, se l’è portato via, non ci ha lasciato solo senza un ottimo chitarrista e un bravissimo compositore.

Il 4 dicembre del 1993 siamo rimasti orfani della musica.

21 dicembre del 1940, Baltimora: una data da cerchiare in rosso sul calendario, da scolpire sulla più bella delle pietre. Quel giorno di 78 anni fa nasce nel Maryland Frank Vincent Zappa, figlio di Francis Zappa (nato Francesco Zappa), un perito industriale italiano originario di Partinico (in provincia di Palermo), e di Rose Marie Zappa (nata Colimore), una casalinga statunitense di origini francesi e italiane.

Zappa è un artista strepitoso, incredibile, unico, capace di passare dal rock al R&B, dalla “canzonetta” alla colonna sonora passando per cartoon immaginari, fino a esperimenti di stampo barocco eseguiti al Synclavier.

Nella sua varia, enorme, infinita produzione, sono diversi i richiami alle sue origini italiane, presenti in pezzi come Tengo ‘na minchia tanta (pubblicato nel doppio CD Uncle Meat nonché eseguito nell’omonimo film dall’amico italiano Massimo Bassoli), Questi cazzi di piccione (pezzo strumentale di musica contemporanea da The Yellow Shark) e Dio fa (pezzo realizzato al Synclavier e pubblicato sull’album postumo Civilization Phaze III).

Ma soprattutto, prima di intraprendere la carriera solista, divenne noto in tutto il mondo con il suo gruppo, The Mothers of Invention, nel 1966, grazie all’incisione del concept album Freak Out!: il disco fece scalpore in quanto fu uno dei primissimi doppi album della storia del rock, nonché per natura dissacrante contro il rock degli anni sessanta.

Lo stesso Paul McCartney ha dichiarato che Freak Out! è stata di fondamentale influenza nel concepimento e nella stesura dell’album dei Beatles Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

Nella sua carriera ha collaborato con musicisti diversissimi fra loro: Captain Beefheart e Alice Cooper, George Duke, Steve Vai, Warren Cuccurullo, Adrian Belew, Mike Keneally, Jean-Luc Ponty, Patrick O’Hearn, Terry Bozzio, Vinnie Colaiuta e Chad Wackerman.

Infinita la lista di artisti che si sono ispirati a Frank Zappa.

Fra questi i Primus, Phish, Residents. E poi gli italiani Elio e le Storie. E poi addirittura Caparezza che, oltre ad aver più volte affermato che il suo stile musicale e il suo look si ispirano a quelli di Zappa, da lui considerato il suo maestro, cita il chitarrista in una sua demo del 1999 ripresa dall’album ?! e nel brano La Rivoluzione del Sessintutto, che recita: “Dio si chiama Zappa Frank Vincent».

Zappa ha ispirato album come Awake dei Dream Theater (il loro ex batterista Mike Portnoy è un suo grande appassionato) e Sheik Yer Zappa del pianista e compositore Stefano Bollani.

Ha inoltre ispirato brani come Censorshit dei Ramones, in cui viene descritto come persona che non accetta compromessi e che dice quello che pensa. Smoke on the Water (1972) dei Deep Purple fa esplicito riferimento a un fatto realmente accaduto a Frank Zappa: durante un concerto al Festival del Jazz di Montreux, in Svizzera, un proiettile luminoso sparato da qualcuno con una pistola lanciarazzi provocò l’incendio di tutto l’edificio che ospitava Zappa e le Mothers of Invention (Frank Zappa & the Mothers were at the best place around / But some stupid with a flare gun burnt the place to the ground).

La traccia Frank di Steve Vai è stata dedicata al compositore di Baltimora. Altri artisti che citano Zappa nei loro brani sono George Harrison (Blood From a Clone), Paolo Baltaro (Cole Porter at Frankz’s Birthday Party), Federico Salvatore (Azz…) e Andrea Braido (Libertà accordata). Il cantante Alice Cooper dichiarò che chiunque era considerato un genio, da Brian Wilson ai Beatles, considerava Zappa “il” genio

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