Decimo, ma Unico: nel 1977 i Pink Floyd pubblicavano Animals

Che poi Animals è un album talmente bello, talmente forte, innovativo, diverso, che ognuno dei 365 giorni potrebbe essere l’occasione per celebrarlo.

Che poi, in realtà, pensando al decimo album in studio dei Pink Floyd, di date ce ne sarebbero ‘solo’ tre.

L’anno è certamente il 1977, il mese gennaio, sul giorno esistono più versioni: il sito della band parla del 21, la prima (e unica, ad oggi) autobiografia della band, quella firmata Nick Mason, addirittura il 28, mentre siti e libri di autori specializzati, italiani e non, concordano sul 23.

Ne scegliamo allora uno, di giorno, stabilendo che sia quello corretto. Ma solo per celebrare, a modo nostro, un album magnifico.

Quello che è certo è che a gennaio 2019 sono passati 42 anni dall’uscita di Animals, registrato tra la primavera e il mese di novembre del 1976.

E’ un disco cupo, un disco che nella mente, anzi nel cervello di Roger Waters “ronzava da molti anni, come un vecchio ritornello”.

Proprio il bassista, prepotentemente, aveva preso il sopravvento sul resto del gruppo. Come su Rick Wright, con cui evidentemente i rapporti non erano proprio idilliaci, tanto che per The Wall viene allontanato (resterà comunque in gruppo per il tour) e per The Final Cut viene addirittura cacciato dalla band.

“Gran parte della musica di quel disco proprio non mi piaceva- dirà il compianto tastierista- Devo ammettere che non lottai per inserire qualcosa di mio, del resto non avevo scritto niente”.

Ma mettendo per un attimo da parte polemiche e dissidi interni, va ribadito che Animals è un gran bell’album, con al centro il decadimento della società, in cui tutto gira intorno alla similitudine tra la condizione umana e quella degli animali.

Animals che, rivelerà poi Waters nascondeva pure un attacco ad una Margaret Thatcher in rampa di lancio, rispecchiava l’atmosfera cupa, difficile, dell’Inghilterra di allora, in cui la violenza era in deciso aumento.

Ad Animals è legata anche la curiosa storia della sua famosissima copertina.

Al centro della stessa, decisione di Waters che abitava in zona, la centrale elettrica di Battersea. E decise pure di farci volare, nei pressi, Algie, ovvero il grosso pallone a forma di maiale.

Il 3 dicembre, dopo un vano tentativo di 24 ore prima, riuscirono a gonfiarlo e a farlo volare.

E mentre chi doveva, stava riprendendone il volo, il maiale si ‘ribellò’ alle catene a cui era attaccato e prese il volo. Il maiale sparì, finché una telefonate risolse il giallo: chiamò un uomo per avvisare che era finito in campagna, spaventando le mucche.

Del resto, un maiale, doveva poteva essere finito?

Così Algie venne recuperata, rigonfiata e fu pure richiamato un cecchino per sparare al maiale nel caso di un simile incidente. Il cielo non fu bello come il giorno prima e si decise di usare una delle foto scattate il primo giorno, con l’aggiunta del maiale.

Ma c’è anche qualcos’altro che si lega perfettamente ad Animals: un altro capolavoro pinkfloydiano, quel ‘The Wall’ che avrebbe cambiato la storia della musica forse più di ogni altro album, di ogni altro gruppo.

Una storia raccontata e ri-raccontata, letta e ri-letta. L’anno era sempre il 1977, il tour promozionale di Animals aveva portato il gruppo in Canada.

Era il 6 luglio e durante un concerto allo stadio Olimpico di Montreal ci fu l’ormai leggendario sputo di Waters ad un fan troppo esuberante.

Un fatto che colpì lo stesso bassista e che lo spinse ancor di più a pensare al muro che che ormai si stava creando tra band e pubblico. Appunto, The Wall.

Queste le tracce di Animals:

Pigs On The Wing 1
Dogs
Pigs (Three Different Ones)
Sheep
Pigs On The Wing 2

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