David Gilmour: Chitarre via per beneficenza ma non penso alla pensione

Nessun ritiro e nessuna pianificazione. Almeno per il momento. Una buona notizia, dopo i dubbi nati dalla decisione di vendere 120 chitarre.

Non una, ma 120 pezzi che hanno fatto la storia della musica e che hanno consentito al mondo di conoscere la musica di David Gilmour.

E’ di queste ore la notizia della messa all’asta, da Christie’s delle sue chitarre. In molti hanno pensato “ecco, è finita, ora andrà in pensione”.

Un pensiero doloroso quanto scontato, del resto il chitarrista britannico va per i 73 anni e la notizia della messa all’asta del suo strumento più prezioso ha lasciato poco all’immaginazione.

“Se sono preoccupato per la gente che mi vedrà dar via gli strumenti? Al momento non mi ritiro e non pianifico la pensione- ha detto Gilmour, intervistato dall’online di Rolling Stone- Sono sicuro che tornerò a qualcosa di uno di questi giorni, ma è un grande impegno”.

Continua Gilmour: “Sarò triste per aver perso alcuni di questi strumenti, ma sarò anche un po’ sollevato nel perdere il peso di avere tutti questi strumenti e non sapere cosa gli succederà o dove andranno. Voglio che proseguano. Sono stato il loro custode per un certo numero di anni e ora è il turno di qualcun altro di averli e usarli, per creare con loro”.

Tra le chitarre in vendita c’è la ‘Black’ Fender Stratocaster del 1969.

“È stato praticamente su tutti gli album dei Pink Floyd degli Anni 70- ha detto Gilmour- È su Meddle , Dark Side of the Moon , Wish You Were Here , Animals , The Wall”. E poi con lei “ho fatto il mio assolo di ‘Comfortably Numb’. E poi l’attacco di Shine On You Crazy Diamond”.

Alla domanda se ha scritto nuova musica, Gilmour ha risposto che lui scrive “tutto il tempo.

Il che significa che se mi viene in mente una piccola frase nella mia testa o sulla chitarra o sul pianoforte e li annoto sul mio telefono e li registro tutti in seguito. E poi penso che li ascolterò un giorno e vedrò se mi piace”.

Gilmour ha poi parlato di come lavora eventuale nuovo materiale. Si inizia con il suo “piccolo studio”, si passa a nuovi demo trasformati in “qualcosa di leggermente più sostanzioso” e “quando avrò abbastanza cose che iniziano a sembrare canzoni, prenderò una decisione su quando o come fare un album”.

Torna a parlare di pensione: “Ritirarmi non è una cosa veloce per me nella mia vita. Non devo davvero andare in pensione. Non devo dire quelle parole. Se vado in pensione, ad un certo punto sarà un processo silenzioso e non percepibile. Ma non sono in quel momento”.

I proventi dell’asta andranno a favore della fondazione benefica di Gilmour, che gestisce da decenni. “I soldi andranno ai più grandi bisogni di assistenza”, come alle vittime di “carestie, ai senzatetto”, dice Gilmour, aggiungendo che le associazioni di beneficenza sono sia globali che britanniche.

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