‘Io sono Mia’: l’amore con Ivano Fossati, la voce e la ‘sfortuna’ di Mia Martini

Chiuso il Festival di Sanremo, la Rai ha lanciato uno dei film più attesi dell’anno ‘Io sono Mia’, biopic su Mimì Martini, interpretata da una incredibile Serena Rossi.

Il film racconta la storia travagliata di Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè.

Io sono Mia‘ è ambientato a poche ore dall’esibizione della cantante al Festival di Sanremo 1989 e racconta l’ascesa al successo di Mia Martini, attraverso l’espediente di una lunga intervista con una giornalista.

La Martini dopo un’iniziale antipatia (reciproca) con la sua intervistatrice, scoprirà con lei una profonda affinità, ripercorrendo i momenti salienti della sua vita, come l’incontro con i produttori che la resero famosa, tra cui Alberigo Crocetta, che la lanciò con il pezzo Padre davvero, incentrato su una complicata relazione fra padre e figlia, effettivamente molto simile a quella di Mimì con suo papà Giuseppe.

Il rapporto col padre ci viene raccontato anche attraverso alcuni flashback, quando vediamo una Mimì ancora bambina divertirsi a cantare di fronte allo specchio della sua stanza, incoraggiata dalla mamma e rimproverata dal padre, che mal sopporta la sua vena artistica.

Quando Mia cresce si trasferisce a Roma con Loredana e la mamma, dove fa la conoscenza di Renato Zero (non nominato direttamente nella fiction, su sua esplicita richiesta) instaurando con lui una profonda amicizia.

La pellicola ripercorre anche l’incontro con Franco Califano, che per la Martini scrisse il capolavoro ‘Minuetto’. Ma anche l’incontro con Ivano Fossati, che come Renato Zero si è rifiutato di prestare il suo nome alla serie, da qui la scelta di chiamarlo ‘Andrea’ e a attribuirgli la professione di fotografo.

Tante le scene in cui si vedono le vessazioni che la Martini era costretta a subire, quando iniziavano a circolare le voci che lei portasse sfortuna e l’ambiente musicale le si rivoltò contro.

L’Innominata’ la chiamavano, per paura anche solo di pronunciare il suo nome.
I locali si svuotavano quando arrivava lei e radio e televisioni si rifiutavano di trasmettere le sue canzoni; insomma, una vera e propria persecuzione mediatica che costrinse Mia Martini a ritirarsi, per tornare sulle scene solo qualche anno dopo, con ‘Almeno tu nell’universo’, canzone che nel 1989 le valse il 9° posto al Festival di Sanremo.

La mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C’era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch’io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all’assurdo, per cui decisi di ritirarmi”, ha dichiarato la cantante in un’intervista.

Il film è stato realizzato sotto la supervisione di Loredana Bertè, che ha dichiarato alla Rossi di aver rivisto la sorella nella sua intepretazione.

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