Geniale e originale: 6 anni fa l’addio a Ray Manzarek

Un tastierista atipico, capace di trasformarsi anche in un bassista.

Geniale, quanto fondamentale, sei anni fa moriva Raymond Daniel Manzarek Jr., o semplicemente Ray Manzarek, tastierista dei Doors.

Nato a Chicago, Illinois, negli Stati Uniti, il 12 febbraio 1939, è deceduto a Rosenheim il 20 maggio 2013, dopo una lunga battaglia contro un cancro al dotto biliare, all’ospedale di Rosenheim in Germania, all’età di 74 anni.

Ray Manzarek

Ray comincia a prendere lezioni di pianoforte già in tenera età. All’epoca suonava già con i suoi fratelli, Rick e Jim, in una piccola band chiamata Rick & the Ravens, ma ben presto i suoi due fratelli abbandonano l’esperienza musicale, mentre Ray e Morrison fondano ufficialmente i Doors, nel settembre 1965.

Alla batteria un giovane John Densmore, alla chitarra Robby Krieger, dei ragazzi entrambi conosciuti a un corso di meditazione trascendentale.
In realtà, sia nelle esecuzioni dal vivo sia nel primo album, grazie alla sua buona tecnica, Manzarek fu anche pianista-“bassista”, utilizzando un Rhodes Piano Bass appoggiato sul top piatto dell’organo, (un Vox Continental e successivamente un Gibson G101). Questo gli permetteva di gestire la linea di basso con la mano sinistra e l’organo con la destra. In questo modo l’organo fu sempre suonato su ottave alte, dando alla melodia quel suono deciso e tagliente che gli rese tanta fortuna.

Ray fu inoltre autore di molte delle melodie alla tastiera della famosa band, tra le più importanti, oltre a “Light My Fire“, l’intro è un pezzo di storia della musica, ci sono anche pezzi come “Riders on the Storm“, “The Crystal Ship“, “When the Music’s over“, “L.A. Woman” e “Strange Days“.

Ray Manzarek

Cantò, inoltre, nei brani “Close to you” in versione live e “You Need Meat“, più negli album “Other Voices” e “Full Circle“, pubblicati dopo la morte di Jim Morrison. Dopo lo scioglimento della band nel 1972, Ray continuò un’attivissima carriera musicale, cominciando già due anni dopo con un album solista, “The Golden Scarab“, e proseguendo insieme a Iggy Pop, ad un riadattamento dei Carmina Burana di Carl Orff. Il suo maggior risultato artistico dopo i Doors, lo ottenne come tastierista del gruppo punk rock X, nel 1980, e come produttore discografico della band inglese Echo & the Bunnymen nel periodo 1982-1987.

Partecipò quindi con numerosi gruppi musicali statunitensi come, ad esempio, i Nite City. Nel 1998 scrisse e pubblicò un libro di memorie “Light My Fire: La mia vita con i Doors“. Nel 2001, insieme all’ex chitarrista dei Doors, Robby Krieger, formò il gruppo Manzarek-Krieger, altrimenti detto The Doors of the 21st Century.

La formazione aveva come cantante Ian Astbury, Angelo Barbera al basso e Stewart Copeland dei Police alla batteria, che in seguito fu rimpiazzato da Ty Dennis, mentre Densmore si chiamò fuori dal progetto. Il gruppo partecipò a una serie di concerti e nel 2003 realizzò il DVD “The Doors of the 21st Century: L.A. Woman Live“.

Nel 2011, Manzarek-Krieger collaborarono col giovane deejay di musica elettronica dubstep Skrillex nel brano “Break’n A Sweat“. Nello stesso anno, Manzarek fece la sua ultima apparizione in Italia al Pistoia Blues Festival, dove suonò insieme a Krieger in occasione dei 40 anni dalla morte di Jim Morrison.

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