38 anni fa il tragico addio all’indimenticato Rino Gaetano

Uno di quei casi in cui ti accorgi dopo di quanto era importante quello che invece hai perso.

Indubbiamente Rino Gaetano è stato ‘scoperto’, apprezzato, scelto da generazioni solo anni dopo la sua prematura scomparsa.

Oggi, 2 giugno, sono passati ben 38 anni dall’addio a Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, nato a Crotone il 29 ottobre 1950 e deceduto una notte, a Roma, quella del 2 giugno 1981, a causa di un incidente stradale sulla via Nomentana.

Rino rifiutò ogni etichetta ed evitò di schierarsi politicamente. Nonostante questo, i suoi componimenti non mancano di riferimenti e critiche alla classe politica italiana: Gaetano arrivò in alcuni suoi brani a fare nomi e cognomi di uomini politici del tempo e non solo e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo furono più volte segnati dalla censura.

Per lui fu decisiva l’esperienza alla 28esima edizione del Festival di Sanremo con il pezzo Gianna, che gli fece conquistare il terzo posto.
Tra i tanti successi, solo per citarne alcuni, pezzi come Tu, forse non essenzialmente tu, Mio fratello è figlio unico, Ma il cielo è sempre più blu, Aida, Spendi spandi effendi, Nuntereggae più.

Il 2 giugno di 38 anni fa, verso le tre del mattino, dopo una serata passata nei locali, stava tornando a casa da solo a bordo della sua auto. Alle 3.55, mentre percorreva via Nomentana, all’altezza dell’incrocio con via Carlo Fea, con la sua vettura invase la corsia opposta.

Rino Gaetano

Un camionista che sopraggiungeva nell’altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l’urto con il mezzo pesante era ormai inevitabile. La parte anteriore e il lato destro della Volvo vennero distrutti; Gaetano batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l’impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo. L’autopsia rivelerà – come causa della perdita di controllo dell’auto – un possibile collasso prima dell’impatto, mentre il camionista – Antonio Torres, che presterà i primi soccorsi al cantante – raccontò di aver visto Gaetano accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi solo pochi attimi prima dell’impatto.
Quando arrivarono i mezzi di soccorso, Gaetano era già in coma; giunto al Policlinico Umberto I furono riscontrate una frattura alla base cranica, varie ferite a livello della fronte, una frattura malare destra e una sospetta frattura allo sterno.

Il policlinico non aveva però un reparto attrezzato per gli interventi d’urgenza sui craniolesi, così il medico di turno, il dottor Novelli, tentò di contattare un altro ospedale dotato di un reparto di traumatologia cranica. Vennero contattati telefonicamente il San Giovanni, il San Camillo, il CTO della Garbatella, il Policlinico Gemelli e il San Filippo Neri, ma non si riuscì a trovare un posto disponibile. Finalmente ricoverato al Gemelli, Gaetano morirà comunque alle sei del mattino. Vi furono successivamente polemiche per via del mancato ricovero e venne aperta anche un’inchiesta e un’interrogazione parlamentare.

L’interrogazione parlamentare n. 4-02031 del 4 giugno 1981, con risposta del Governo del 1º febbraio 1982.
Il 4 giugno si tennero i funerali nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù, quella in cui Gaetano avrebbe dovuto sposarsi poco dopo. Alle esequie parteciparono parenti, amici, personaggi della musica, dirigenti della RCA e fan. Inizialmente venne sepolto nel piccolo cimitero di Mentana, poi il 17 ottobre venne trasferito al cimitero del Verano.

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