Eterna leggenda del jazz, 48 anni l’addio a ‘Satchmo’

Forse è stato l’unico artista, o uno dei pochi, capace di togliere il primo posto in classifica ai Beatles. Sicuramente uno dei suoi grandi meriti è stato quello di aver allargato il pubblico del jazz, attraverso grandissimi successi che ancora oggi sono riproposti, reinterpretati, che fanno da colonna sonora a film e pubblicità.

Louis Armstrong

Sono passati 48 anni dall’addio a Louis Armstrong, strepitoso trombettista e cantante innovatore: il suo modo di ‘suonare’ la sua voce trasformandola quasi in uno strumento resta qualcosa di inimitabile.

Armstrong se n’è andato il 6 luglio 1971, un mese prima di compiere 70 anni, per un infarto, undici mesi dopo aver suonato al famoso show nell’Empire Room del Waldorf-Astoria. Poco prima della morte aveva detto: “Penso di aver avuto una bella vita. Non ho pregato per ciò che non potevo avere e ho avuto all’incirca tutto ciò che desideravo perché ci ho lavorato”. Al momento della morte abitava nel Queens, New York City. Fu sepolto al Flushing Cemetery, Flushing.

Soprannominato Satchmo o Pops, era nato a New Orleans, 4 agosto 1901, incise pezzi clamorosi come What a Wonderful World, Stardust, When the Saints Go Marching In, Dream a Little Dream of Me, Ain’t Misbehavin’ e Stompin’ at the Savoy.

Nel 1964, Armstrong conquistò i la prima posizione della Billboard Top 100 con Hello, Dolly!, la quale diede al trombettista sessantatreenne il record per essere l’artista più anziano ad avere una canzone in prima posizione.
La sua canzone Bout Time del 1964 venne inclusa nel film Bewitched (2005).

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