Leggenda Syd: tredici anni fa l’addio all’anima dei Pink Floyd

Tredici anni. Che possono sembra un’eternità o un tempo che non è mai passato. Nessuna via di mezzo. Nessun compromesso.

Del resto parlare di equilibrio, di compromessi, pensando a Roger Keith ‘Syd’ Barrett si finisce inevitabilmente fuori strada.
Syd non era una via di mezzo, Syd non accettava compromessi. Syd era quello che si vedeva sul palco o negli studi di registrazione: un diamante pazzo, un folle genio.

Pink Floyd

Nessuno può sapere se mai i Pink Floyd sarebbero esistiti come lo sono stati, se non ci fosse stato lui, sicuramente con lui hanno avuto quella creatività in più che li ha distinti rispetto gli altri. Non dimentichiamoci che parliamo di oltre mezzo secolo fa.

Syd ha ‘deciso’ che era il momento di lasciare la vita terrena per entrare nella leggenda, esattamente 13 anni fa: era il 7 luglio del 2006, tutta colpa di un maledetto tumore al pancreas.
Non aveva neanche 60 anni, era nato il 6 gennaio del 1946 a Cambridge.

Nella sua giovane vita e nella sua breve carriera, con un solo album all’attivo da protagonista con i Pink Floyd, The Piper at the Gates of Dawn (1967), e un altro da comprimario, A Saucerful of Secrets (1968, era arrivato il momento di David Gilmour), è riuscito a lasciare comunque il segno nella storia del rock e della psichedelia.

Una volta lasciati i Pink Floyd, ormai i suoi tristemente noti problemi psicologici lo avevano inevitabilmente costretto all’angolo, continuò a concretizzare le sue idee di musica, a incidere le sue canzoni: in un anno, il 1970, incise ‘The Madcap Laughs’ e ‘Barrett’.


Troppo forti i suoi problemi, da segnarlo nella mente e nel fisico: magro con una folta capigliatura, era diventato sovrappeso e calvo nel giro di pochi anni. Al punto che il 5 giugno del 1975, negli studi di Abbey Road, non fu riconosciuto dai suoi ex compagni che erano alle prese con la registrazione dell’album Wish You Were Here. In quest’album, in tanti singoli e in tanto altro materiale, un pizzico di Syd alla fine c’è sempre stato, Roger Waters, Nick Mason, Rick Wright e David Gilmour in qualche modo lo hanno avuto sempre al loro fianco. Perché Syd è così: lui non se n’è mai andato, ha solo ‘trasformato’ il suo stato, il suo essere, da mito terreno a leggenda eterna.

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