Buon Compleanno Brian May, “il miglior chitarrista del mondo”

E pensare che il suo primo strumento fu un pianoforte. Ma nel suo destino c’era solo la chitarra, strumento a cui si avvicinò grazie all’ukulele-banjo di suo padre. E che lo ha portato ad essere eletto, pochi mesi fa, miglior chitarrista del mondo, dall’autorevole rivista Total Guitar.

Chiaramente mettere d’accordo tutti, o più persone possibile, non è mai facile. Soprattutto quando gli altri, quelli battuti, si chiamano Eric Clapton, Jimi Hendrix, David Gilmour, e via discorrendo. Indiscutibilmente, però, Brian May è uno straordinario chitarrista, con un suo stile, capace di entrare di diritto nel mondo del rock grazie alla sua chitarra, alla sua musica e alle canzoni che ha scritto per i Queen, come Tie Your Mother Down, We Will Rock You, Flash, Hammer to Fall, Who Wants to Live Forever, I Want It All, Save Me, ’39, No-One but You (Only the Good Die Young), questa insieme a Taylor e Deacon, The Show Must Go On.

Compie oggi 73 anni Brian Harold May, nato a Londra, a Twickenham, il 19 luglio 1947.

Ha appena cinque anni quando inizia a suonare il pianoforte, ma la sua vera passione è la chitarra. Inizia a prendere confidenza con la chitarra suonando l’ukulele-banjo di suo padre. Acquistare una Fender Stratocaster è complicato, visto il costo, e così nel 1963, a sedici anni, con l’aiuto del padre ingegnere, inizia a costruire la sua Red Special, ultimata nel 1966 ed utilizzata ancora oggi.

Brian May

I componenti sono di fortuna, ricavati da legno di quercia e da parti dell’architrave, (vecchio di 100 anni), di un caminetto in mogano per il corpo. Mentre per i segnatasti furono utilizzati dei bottoni ricavati da una cesta del cucito di mamma Ruth May e successivamente sagomati a mano. Il Tremolo fu elaborato presso l’officina situata all’interno della scuola frequentata da May, mentre le relative molle procurate da una vecchia motocicletta; successivamente la leva del tremolo fu ricavata da un sellino di bicicletta.

Solo i pick-up furono acquistati in negozio, e successivamente modificati da papà Harold e da Brian. Il suono della chitarra non soddisfaceva comunque l’intraprendente chitarrista, che fu completamente soddisfatto solo quando decise di usare come plettro, dopo innumerevoli prove, il lato zigrinato di una monetina da 6 pence.
Lo strumento risultò di fattura così pregevole che, anche dopo aver raggiunto il successo, May si rifiutò di usarlo, se non in rare occasioni. È in assoluto l’oggetto più caro a May, lo lega in qualche modo anche a suo padre, che aiutò il giovane Brian nella costruzione dello strumento.
Prima dell’inizio degli studi universitari suona con Tim Staffell, un bassista e cantante, con i 1984, formatisi nel 1964; quindi fonda gli Smile, nei quali suona il giovane batterista Roger Taylor. Tim Staffell presenta a May un compagno di studi, un certo Farrokh Bulsara.

Queen

Tim Staffel decide di ritirarsi e di suonare in altre band più motivate, mentre Freddie, Brian e Roger fondano un nuovo gruppo, chiamato Queen. Nel 1971 si aggiunge a loro il bassista John Deacon.

Il 1975 è l’anno della svolta, con l’uscita dell’album “A Night at the Opera”.
Nel corso degli anni Brian ha dato vita a numerosi progetti da solista, collaborando con diversi chitarristi come Tony Iommi dei Black Sabbath e con cantanti del calibro di Zucchero e Luciano Pavarotti.

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