Batterista dei Cream e dei Blind Faith: 80 candeline per Ginger Baker

Eric Clapton, i Cream. E poi Gary Moore, Steve Winwood.

Compie oggi 80 anni Peter Edwars “Ginger” Baker, straordinario batterista inglese, nato a Lewisham il 19 agosto 1939, che ha collaborato con i più grandi bluesman della storia.

Soprannominato Ginger per via della sua chioma rossa, adolescente mostrò una grande passione per la musica, in particolare per il jazz. Dopo aver studiato la tromba scelse le percussioni, il suo modello divenne il percussionista jazz Phil Seaman, considerato il miglior batterista sulla scena inglese degli anni cinquanta.

Dopo il jazz, puntò sul British Blues, approdando alla scuola di Alexis Korner.

Ginger Baker

Dopo un’esperienza con la Graham Bond Organization a metà degli anni sessanta, Ginger Baker, avuto modo di seguire da vicino il gruppo radunato attorno all’altro grande bluesman inglese, John Mayall, ed essendo rimasto impressionato dall’emergente chitarrista Eric Clapton, gli propose di mettere su un gruppo al quale si aggregò un terzo elemento di grande valore di cui entrambi avevano conosciuto le capacità, il bassista Jack Bruce.

Il gruppo che nacque dall’incontro dei tre si chiamò Cream e in breve diventò un fenomeno musicale e culturale che presto scalò le classifiche e che nei concerti live dette modo a Baker di esibirsi in lunghi assolo e diventare un modello per la schiera di batteristi a lui contemporanei e di quelli che allora muovevano i primi passi.

Cream non potevano durare a lungo a causa delle tre personalità estremamente spiccate che spesso avevano difficoltà a convivere, (specialmente Baker e Bruce), e si sciolsero nel 1968.

L’esperienza successiva di Ginger Baker fu con il supergruppo dei Blind Faith, che annoverava anche Eric ClaptonRick Grech al basso e l’appena ventenne, ma già navigato Steve Winwood. L’avventura durò solo sette mesi, e dai cocci del supergruppo sorse il Ginger Baker’s Air Force, una formazione di dieci elementi che mescolava blues, jazz, rock e musica etnica africana e in cui il batterista si ricongiungeva con Graham Bond, mentre accoglieva quel Phil Seaman che era stato la sua ispirazione giovanile.

Ma anche questa esperienza non durò più di un anno. Baker volle studiare da vicino la musica africana e si recò in Nigeria, dove ebbe modo di incrociare Fela Kuti e Paul McCartney.

Durante la prima metà degli anni ottanta ebbe un periodo di stacco e si rifugiò in una fattoria italiana, in Toscana, vicino al paese di Larciano. Si esibì al Pistoia Blues Festival del 1984 in un concerto in onore di Alexis Korner insieme al chitarrista dei Led ZeppelinJimmy Page.

Tornò poi a incidere assieme a musicisti inglesi, americani e africani.
La riemersione in grande stile si ebbe nel 1994, anno in cui incise un pregevole album, “Going Back Home“, affiancato dal bassista Charlie Haden e dal chitarrista Bill Frisell; e successivamente, con il gruppo BBM, assieme a Bruce e al chitarrista Gary Moore volle ripercorrere i territori musicali che trent’anni prima erano stati battuti dai Cream.

Trasferitosi negli Stati Uniti a metà degli anni novanta, si unì al trombettista Ron Miles e insieme a lui nel 1997 registrò “Coward of the Country“, con una formazione base che comprendeva – oltre che Baker e MilesFred Hess ai sassofoni, Eric Gunnison al pianoforte e Artie Moore al basso. Nel 2005 si è esibito alla Royal Albert Hall in una serie di concerti con Bruce e Clapton per una storica Cream reunion.

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