Buon Compleanno Keith Moon, storica batteria dei Who

Avrebbe compiuto oggi 73 anni Keith John Moon, batterista britannico, dei The Who.
Nato a Londra il 23 agosto del 1946, figlio di Alfred e Kathleen Moon, cresce a Wembley.

Iniziò a suonare la batteria molto giovane e, come la maggior parte dei suoi contemporanei, fu un autodidatta: non sapeva né leggere né scrivere la musica, imparò a suonare ascoltando i dischi dei giganti della batteria jazz come Gene Krupa e Buddy Rich.

Il suo primo gruppo furono i Beachcomber, di genere surf rock.
Entrò negli Who nella prima metà degli anni sessanta, sostituendo l’uscente Doug Sandom. Nel 1970, Moon uccise involontariamente il suo autista e assistente personale, Neil Boland, investendolo con la sua Bentley, nel tentativo di sfuggire da un gruppo di teppisti.

Keith Moon

Questo episodio, assieme alla dipendenza da alcool e droga, contribuì al suo logoramento psicologico. Come solista pubblicò un unico album dal titolo “Two Sides of the Moon“, dove rivestì il ruolo di cantante, facendo suonare la batteria a Ringo Starr e Jim Keltner.

Le esibizioni dal vivo del gruppo spesso culminavano in scoppi di violenza incontrollata da loro stessi definiti “arte autodistruttiva”, con la band che distruggeva letteralmente il proprio equipaggiamento sul palco.

Quest’abitudine fece guadagnare al gruppo un forte ritorno pubblicitario e la copertina di diverse riviste. Ben presto altri artisti, come Jimi Hendrix, iniziarono ad imitare lo stile distruttivo degli Who. Era proprio Moon a dimostrare uno zelo particolare nell’architettare sempre nuovi modi per fracassare la sua batteria alla fine dei concerti.

In occasione dell’esibizione del gruppo nel corso del programma televisivo The Smothers Brothers Comedy Hour del 1967, Moon nascose dell’esplosivo in una delle grancasse della sua batteria. Durante il finale di “My Generation” scalciò via la grancassa, innescando la carica. L’intensità dell’esplosione bruciacchiò i capelli di Townshend e causò il ferimento dello stesso Moon, al quale si conficcò nel braccio un frammento dei piatti.
Durante un suo assolo di batteria alla televisione, riempì di acqua e pesci rossi la grancassa, presentandosi vestito da gatto. Atti come questo fecero guadagnare al batterista soprannomi come “Moon the Loon” (“Moon il lunatico”) e “Mad Moon” (“Moon il pazzo”).

Grazie ai suoi comportamenti selvaggi divenne uno dei batteristi più celebri della sua generazione, ricevendo sempre maggiori attenzioni da parte della stampa scandalistica.

Il 7 settembre 1978, dopo aver trascorso la serata con Paul McCartney e sua moglie Linda, ritornò a casa con la sua fidanzata, Annette Walter-Lax, e prese 32 pastiglie di clometiazolo prescritte nella sua terapia contro la tossicodipendenza, quando già 6 erano fatali. Iniziò a vedere a letto il film L’abominevole Dottor Phibes, chiese ad Annette di cucinargli una bistecca e delle uova e poco dopo morì nel sonno quella stessa notte, all’età di trentadue anni.

Nel 1990 è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame come membro dei The Who.

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