Waters fa il ‘Waters’ sui migranti, ma il web attacca: Muori, come tuo padre

Lo avevamo detto. Proprio la mattina del suo compleanno, il 6 settembre, giorno della conferenza stampa di presentazione, a Venezia, del film US+THEM, che racconta il tour mondiale da solista del bassista dei Pink Floyd: ‘Roger Waters è così: o lo ami o lo detesti. Più facile, però, amarlo per la sua infinita arte (sì, arte, i suoi capolavori) che odiarlo per i suoi comportamenti’.
Che sia un concetto espresso con volontà provocatoria o soltanto con l’intenzione di rendere pubblica una propria opinione in merito ad un fatto piuttosto che un altro, Waters ha sempre diviso, divide e dividerà, fan e non solo.

Ma questa volta, forse, si è passato il segno. E non certo da parte di Waters. Un conto è il contraddittorio, un conto è l’odio che sfocia in auguri di morte.

Emblematico quanto sta accadendo nelle ultime ore, in cui le sue parole, un suo pensiero a proposito di quanto sta avvenendo dal punto di vista politico in Italia. Alla domanda, legittima, di una giornalista, che gli ha chiesto di commentare il cambio di Governo nel nostro Paese, Waters non ha nascosto la propria soddisfazione per come si sono sviluppate le cose: “Confesso di sapere molto poco della nuova coalizione, so molto poco su di loro. Per quello che so su Salvini posso dire: per fortuna se ne e’ andato”. E ancora. A proposito dei migranti “non vengono in Italia a rubarvi la pizza ma perché sono disperati”.

Apriti cielo.

Sui social la reazione al pensiero ‘politico’ del ‘musicista’ Roger Waters è stata subito dura, durissima. I ‘pro’ Waters e i ‘contro’ Waters si sono da subito affrontati a colpi di post più o meno aggressivi.
Quello che lascia perplessi è l’attacco al Waters ‘politico’, come se ad esempio album evidentemente (molto) politici come Animals e The Final Cut non fossero mai esistiti. O The Wall. “Bella la sua musica, lo seguo da anni, ma la smetta di fare politica”: un concetto mediamente espresso da chi lo contesta, pur professandosi fan dei Pink Floyd. Ma come, lui che la politica nella sua musica l’ha sempre messa, dovrebbe smettere di ‘fare’ politica e dorebbe pensare solo a fare musica? No, qualcosa non va.
Soprattutto, poi, se le critiche diventano qualcosa di peggio: “Waters, muori te e tuo padre. A Scusa, è già schioppato”. Waters ha perso il padre proprio su suolo italiano: il militare Eric Fletcher Waters è deceduto durante la Seconda Guerra Mondiale, era sbarcato nel nostro Paese per contribuirne alla liberazione. Proprio quel Paese che oggi augura la morte al figlio. Un messaggio terrificante di un internauta, un giovane musicista (!) toscano, che, paradossalmente (o forse no), sul suo profilo ha postato una canzone di uno degli album più famosi di Waters, ‘Have a Cigar’ da Wish You Were Here.


E poi, per citare post più ‘civili’: ‘Poveraccio’, ‘Drogato’, ‘Taci pensa al tuo paese’. E non è mancato neanche il post di risposta dell’ex vicepremier italiano Matteo Salvini: ” Caro Roger, io adoro la tua musica! Non ti sto simpatico? Amen. Sappi che comunque nessuno ti impedisce di ospitare, a tue spese, migliaia di immigrati. Noi Italiani abbiamo già accolto e pagato abbastanza. “Hey, teachers, leave them kids alone!”.


Da persona intelligente qual’è, una volta Roger Waters disse, per rispondere a critiche più o meno simili: “Ma bisogna essere tedeschi per criticare Hitler?”. Già. Ma forse non tutti capirebbero.

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