9 settembre 1998: 21 anni fa l’addio a Lucio Battisti

Quando morì il New York Times pubblicò un breve profilo su di lui, descrivendolo come “il più famoso cantante pop italiano“, e ancora “la voce degli italiani diventati adulti alla fine degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70”.
Se n’è andato 21 anni fa Lucio Battisti, “il più famoso cantante pop italiano”, che con la sua musica ha fatto cantare e sognare, oggi come allora, intere generazioni di amanti della sua musica. Era il 9 settembre 1998, le cause della morte non sono state comunicate ufficialmente: il bollettino medico riporta solamente che “il paziente, nonostante tutte le cure dei sanitari che lo hanno assistito, è deceduto per intervenute complicanze in un quadro clinico severo sin dall’esordio”.

Secondo alcune voci non confermate il musicista sarebbe morto per linfoma maligno che aveva colpito il fegato; altre voci affermarono che avesse sofferto di glomerulonefrite.

Nato a Poggio Bustone il 5 marzo 1943, in tutta la sua carriera ha venduto oltre 25 milioni di di album.
Fondamentale è stata l’integrazione della sua musica con i testi scritti da Mogol. Insieme hanno inciso canzoni come La canzone del sole e Il mio canto libero, Una donna per amico/Nessun dolore, Una giornata uggiosa/Con il nastro rosa, Un’avventura, 29 settembre, Balla Linda.

La statua dedicata a Lucio Battisti

Il 14 febbraio del 1965, Battisti riesce ad avere un appuntamento con il discografico Franco Crepax: durante il provino, viene notato da Christine Leroux, un’editrice musicale di origine francese giunta a Milano negli anni 8sessanta, contitolare delle edizioni El & Chris.

Cacciatrice di talenti per la casa discografica Ricordi, la Leroux fu una delle prime a credere nel talento di Battisti, e fu lei a procurargli un appuntamento con il paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol.

Riguardo a questo primo incontro con Battisti, Mogol ha raccontato di non essere rimasto particolarmente impressionato dalle canzoni che il giovane musicista gli aveva proposto, ma di aver comunque deciso di collaborare con lui per la sua umiltà nell’ammettere i propri limiti e la voglia di fare e di migliorarsi.

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