Voce e anima dei RHCP: Buon Compleanno Anthony Kiedis

E’ la voce e l’anima dei Red Hot Chili Peppers. Ed oggi, 1 novembre, il frontman Anthony Kiedis soffia su 57 candeline.

Cofondatore dei RHCP, Anthony nasce a Grand Rapids, nel Michigan, l’1 novembre 1962, dal matrimonio tra il padre John e la madre Peggy Nobel.

Giovanissimo, Anthony sperimentò un certo tipo di vita. Quando viveva dal padre, che nel frattempo aveva divorziato dalla madre, iniziò a sperimentare varie droghe, a 11 anni iniziò a fumare erba, marijuana, che il padre trafficava come spacciatore. Sempre in quella età inizia a far piccoli furti nei supermercati con gli amici d’infanzia. 

Anthony Kiedis

Anthony, dopo un passaggio cinematografico (ha iniziato con il film F.I.S.T. in cui interpretava il figlio di Sylvester Stallone, e usava lo pseudonimo Cole Dammett), conobbe un giorno, un ragazzo australiano di nome Michael Balzary, (meglio conosciuto come Flea), e da quel giorno furono indivisibili tanto da diventare il duo più selvaggio e pazzo di tutta la città. Un incontro che fu la svolta per entrambi.

Ai due si aggiunsero presto Hillel Slovak e Jack Irons, con i quali formarono i Red Hot Chili Peppers, esibendosi per la prima volta in un club losangelino nel febbraio 1983. Nella sua autobiografia ha raccontato che è stato proprio il padre, che spacciava, ad iniziarlo al consumo di marijuana e cocaina.

Durante gli anni, Kiedis è spesso ricaduto nel tunnel della droga, in particolare cocaina ed eroina, di cui parla nelle canzoni “Knock Me Down” e “Under the Bridge“. Il primo tentativo di disintossicarsi venne messo in atto dopo la morte dell’amico, nonché chitarrista della band, Hillel Slovak, (a causa di un’overdose di speedball).

Kiedis entrò in riabilitazione nel 1988 e rimase pulito fino al 1994, periodo in cui ricominciò a fare uso di droghe per poi smettere definitivamente nel 2000, dopo l’uscita dell’album “Californication“. Da allora non si è più drogato e non ha mai più bevuto alcolici.

Dopo oltre vent’anni di speculazioni, nel maggio del 2012 è stato confermato che il luogo in cui Kiedis era solito far uso di droghe, e che ha ispirato la canzone “Under the Bridge“, corrisponde a MacArthur Park, a Los Angeles. Lo scrittore Mark Haskell Smith lo ha individuato basandosi su interviste rilasciate dal cantante e sulla sua autobiografia, Scar Tissue.

Nel 1992 Kiedis aveva confessato alla rivista Rolling Stone che il ponte si trovava nella periferia di Los Angeles, ma aveva affermato “Non è importante. Non voglio che le persone lo cerchino”.

Nei primi cinque album della band, Kiedis alternava strofe rap e ritornelli melodici, ispirato da Grandmaster Flash and the Furious FiveSly Stone e Stevie Wonder. A partire da “One Hot Minute” ha cominciato a cantare in modo più tradizionale e melodico, lasciando lo stile degli esordi a pochissimi brani.

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