40 anni di The Wall, Il ‘Concept’ album di ‘rottura’ dei Pink Floyd

Undicesimo disco, un concept album per eccellenza, un doppio lavoro nato per esigenza e che inevitabilmente, tanta era la sua forza, ha portato all’implosione della più influente band della storia della musica (rock? Prog? Psichedelica? Semplici etichette, ognuno scelga quella preferita). Quarant’anni fa, era il 30 novembre del 1979, i Pink Floyd pubblicavano The Wall.

Un album leggendario, una scelta votata da (quasi) tutta la band, meno da chi lo aveva scritto (per gran parte). Che, furioso con il mondo, partorì il disco del millennio dopo uno scatto d’ira. Un album voluto dagli altri, che quasi sancì definitivamente l’addio a Roger Waters: la sua ‘dittatura’ era ormai motivo di allontamento con Nick Mason, David Gilmour e con Rick Wright, che fu addirittura licenziato.

I Pink Floyd sono in tour, è luglio del 1977, il concerto è quello di Montreal, in Canada. E’ qui che parte il famoso scatto d’ira, quello sputo che pesa come un macigno, come un mattone di un muro infinito, tra l’artista (Waters) e il pubblico. Proprio in questa occasione il ‘Genio creativo dei Pink Floyd’, irritato dalla maleducazione di un gruppo di spettatori, arriva a sputare verso di loro.

Nel periodo successivo, Waters inizia a sviluppare il lavoro nato per caso, o per istinto. Ma non solo. Perché presentò alla band due nuovi progetti: una demo di circa novanta minuti intitolata Bricks in the Wall, ed un’altra che avrebbe preferito al punto che sarebbe diventato il suo primo album solista dopo l’addio del 1985, ovvero The Pros and Cons of Hitch Hiking.

The Wall, che diventerà anche un film con protagonista uno sconosciuto Bob Geldof, racconta di Pink (personaggio via di mezzo tra Roger Waters e Syd Barrett) è un artista che, anche a causa dei tragici avvenimenti della propria esistenza, si chiude in un muro psicologico, protettivo ed invalicabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *