Ha emozionato con Take Five, 99 anni fa nasceva Dave Brubeck

Ha inciso uno dei pezzi jazz più famosi della storia, ‘Take Five’, pianista straordinario, oggi David Warren Brubeck, detto Dave, avrebbe compiuto 99 anni.
Nato negli Usa, a Concord, il 6 dicembre del 1920, dopo un iniziale avvicinamento alla musica classica, con la madre che aveva studiato pianoforte in Inghilterra, Brubeck dimostrò di preferire il jazz, così cominciò con l’improvvisazione ed a comporre istintivamente.
Nel 1942, uscito dalla University of the Pacific, fu subito chiamato alle armi e destinato in Europa.

Nel 1947, dopo un breve esperimento con un ottetto, in cui figurava Cal Tjader e nel quale aveva ritrovato Paul Desmond, già conosciuto sotto le armi, seguì quest’ultimo quando organizzò una jazz band a San Francisco, i Geary Cellar. Due anni dopo lo seguì anche nel Paul Desmond Trio che si esibiva al Bard Box di Palo Alto, ma l’uscita dopo brevissimo tempo proprio di Desmond, lo fece ritornare con un suo trio ad Oakland.

Desmond seguiva i progressi del trio dall’esterno e cominciò a “corteggiare” Brubeck per esservi ammesso, ma quando il leader stava cominciando ad attenuare la sua riluttanza, un incidente che lo immobilizzò per molti mesi sciolse di fatto il trio e la speranza di Desmond.
Nel giugno 1951, ripresosi dall’incidente, Brubeck mise in piedi il Dave Brubeck Quartet, in cui figuravano Paul Desmond (sax alto), Bob Bates (contrabbasso) e Joe Dodge (batteria).
Il repertorio del gruppo comprendeva la maggior parte degli standard del tempo e qualche incisione uscì con piccole variazioni nel nome del quartetto, ad esempio New Dave Brubeck Combo o semplicemente Brubeck-Desmond.
Lo stile di Brubeck veniva talvolta descritto con riferimenti classici (a Bach, a Chopin, anche a Béla Bartók) accendendo la leggenda di un pianista “classico” prestato al jazz, sebbene Brubeck non avesse in fondo mai amato la musica classica.
Il quartetto crebbe di spessore e di popolarità nella California degli anni cinquanta in cui altri grandi talenti si incrociavano sugli stessi palchi, e fra questi spiccano Chet Baker e Gerry Mulligan, con i quali si ebbero numerose estemporanee esibizioni e si formò la cosiddetta scuola del West Coast cool jazz.


Il 1959 fu l’anno di Brubeck. Iniziato in primavera con Gone With the Wind (Via col vento), nel quale il quartetto, acquisita la collaborazione del produttore Teo Macero, si sperimentava sulle colonne sonore dell’omonimo film elevandole a standard, l’annus mirabilis toccò il suo apice sul far dell’estate quando pubblicò il disco Time Out, che immediatamente ebbe un enorme successo di critica e di pubblico, restando il suo album più importante anche grazie al suo brano più noto: Take Five.
La reale ideazione di Take Five è variamente attribuita a Brubeck, Morello e Desmond, ma di fatto è quest’ultimo che ne figura come autore, sebbene sia a tutti gli effetti distintivo del quartetto.

La versione “storica” del brano sarebbe stata seguita da dozzine di successive riprese e rivisitazioni, con formazioni successive e con alternanza di strumenti (Desmond è stato infatti anche un grande clarinettista).

Time Out, registrato agli 30th Street Studios di New York, contiene anche un altro conosciutissimo standard di Brubeck, Blue Rondò à la Turk (ispirato ai temi dello zeybeği, della tradizione turca) che insieme a Take Five fu presentato su un 45 giri (uscito ad insaputa del quartetto mentre era in tournée in Inghilterra) che in brevissimo tempo superò il milione di copie vendute, primo caso nella storia discografica del jazz.
Il quartetto rimase unito fino al 1967. Successivamente Dave Brubeck si dedicò alla composizione, scrivendo balletti, messe, oratori e cantate.
È scomparso il 5 dicembre 2012, il giorno prima del suo 92esimo compleanno, al Norwalk Hospital, in Connecticut, a causa di un arresto cardiaco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *