Giornata della Memoria, nel 1966 Guccini scriveva Auschwitz

È il 27 gennaio del 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

1 novembre 2005, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 60/7, durante la 42esima riunione plenaria, sceglie il 27 gennaio di ogni anno quale Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto.

In Italia artisti come Francesco De Gregori e Franco Battiato hanno affrontato nelle loro canzoni questa tragica vicenda. Probabilmente, però, il pezzo più famoso lo ha scritto Francesco Guccini.

Auschwitz, così si chiamava in origine, uscì come singolo nel settembre del 1966 dall’Equipe 84 nel singolo Bang bang/Auschwitz. L’anno successivo la canzone fu registrata da Guccini ed inserita nella raccolta Folk beat n. 1, con il titolo La canzone del bambino nel vento (Auschwitz).

Guccini aveva avuto l’ispirazione per affrontare il tema dell’olocausto a seguito della lettura del saggio di Edward Russell, II Barone di Liverpool Il flagello della svastica e dal romanzo autobiografico di Vincenzo Pappalettera Tu passerai per il camino dove aveva raccontato le sue memorie sulla sua permanenza nel campo di concentramento di Mauthausen.

Il testo è narrato da due voci: il protagonista, un bambino che nel Campo di concentramento di Auschwitz “è morto con altri cento, passato per un camino e adesso è nel vento“. La seconda voce è quella dell’autore che si pone alcune domande retoriche a cui non vi è risposta.

Indimenticabile la versione cantata con i Nomadi.

Testo

Son morto con altri cento
Son morto ch’ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento
E adesso sono nel ventoAd Auschwitz c’era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d’inverno
E adesso sono nel vento
Adesso sono nel ventoAd Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano non riesco ancora
A sorridere qui nel vento
A sorridere qui nel ventoIo chiedo come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento
In polvere qui nel ventoAncora tuona il cannone
Ancora non è contento
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento
E ancora ci porta il ventoIo chiedo quando sarà
Che l’ uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà
E il vento si poseràIo chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà
E il vento si poserà
E il vento si poserà

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