Harvest fa ’48’: nel 1972 Neil Young incideva il suo successo “più grosso”

Un album “morbido”. Definizione inusuale per Un disco, ma per Neil Young la migliore per descrivere Harvest, uscito 48 anni fa, era l’1 febbraio 1972, ma ancora oggi punto di riferimento per tutti gli amanti del folk e del country. 

Un album registrato in più momenti, gran parte nel suo ranch a Hollywood, caratterizzato da diverse sonorità nelle sue canzoni. Al punto che fu il responsabile del ranch stesso, un certo Louis, che che gli ispirò Old Man (anche se il padre di Neil pensò di essere stato lui la fonte di ispirazione).

Quando torna a pensare ad Harvest, Neil sottolinea come sia stato un successo nonostante non abbia raccolto i favori di tutti: “L’album fu accolto bene e credo sia stato un successo commerciale– il ricordo del cantautore canadese- O almeno il primo e il più grosso, anche se non ho fatto mai i conti. A qualcuno piacque molto e rappresenta tanto. Sicuramente fu così per la mia vita. Ma i fan dei Crazy Horse non rimasero colpiti. Lì è stata tirata una linea. Credo che per loro sia importante, ma a me non interessa. A me piace creare ogni genere di musica, fare ciò che mi viene naturale. Nessuno mi ha detto di realizzare Harvest. Nessuna casa discografica mi disse cosa fare”.

Lo definisce un album ‘morbido’. In quel periodo, alle prese con diversi problemi di salute, soffriva soprattutto di dolori alla schiena, con tanto di debolezza del lato sinistro del corpo a causa della poliomielite avuta da bambino. 

Proprio per i problemi alla schiena, fu costretto a portare un busto: “Non riuscivo fisicamente a suonare una chitarra elettrica, potevo stare in piedi 4 ore al giorno e Harvest fu registrato mentre portavo questo busto, il che spiega perché è un disco così ‘morbido‘”.

Il riferimento ai Crazy Horse non fu di certo casuale. Per quell’album si allontanò temporaneamente dalla sua storica band ma coinvolse musicisti e cantanti straordinari come James Taylor e Linda Ronstadt, David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash, Ben Keith, Tim Drummond, John Harris, Jack Nitzsche.

Harvest, un album realizzato “con l’amore all’inizio e con alcuni dubbi alla fine”, è tra i cento più belli di sempre secondo la rivista Rolling Stone, è ottenne un grande successo sia per l’intero album che per i singoli in esso contenuti, primo fra tutti Heart of Gold, l’unico numero 1 di Neil Young nelle classifiche degli Stati Uniti d’America. Altre canzoni riproponevano alcuni temi cari al cantautore canadese: la droga in The Needle and the Damage Done, il razzismo (già trattato in Southern Man sull’album precedente) di Alabama. Quest’ultima canzone scatenò la dura reazione dei Lynyrd Skynyrd, con la loro Sweet Home Alabama del 1974.

TRACCE

Lato A

  1. Out on the Weekend – 4:35
  2. Harvest – 3:03
  3. A Man Needs a Maid – 4:00
  4. Heart of Gold – 3:05
  5. Are You Ready for the Country? – 3:21

Lato B

  1. Old Man – 3:22
  2. There’s a World – 3:00
  3. Alabama – 4:02
  4. The Needle and the Damage Done – 2:00
  5. Words (Between the Lines of Age) – 6:42

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