I problemi di Gibbo, ‘Sai dirmi perché?’: il 14 febbraio l’album d’esordio

La fragilità e la frenesia della società moderna proiettate nella complessità dei rapporti umani, tessono le fila del progetto discografico che fonde suoni analogici e digitali in un unicum musicale multiforme.

Quando Stefano e Daniele (fondatori della band) hanno deciso di iniziare a scrivere la propria musica, fin da subito si è creata la giusta sintonia e le idee hanno iniziato a prendere forma. Il prezioso contributo di Alessandro Stocchi e Carlotta Gibertoni ha completato poi un lungo lavoro di arrangiamento che ha portato alla realizzazione di 7 brani inediti. Con l’aiuto di Luca Serio Bertolini (Yonders Studio) e Andrea Fontanesi (VoxRecording Studio), è iniziato infine il lavoro di registrazione dei brani, concluso con il mastering finale, effettuato da Alessandro Guasconi presso il Virus Studio.

È nato così “Sai dirmi perché?”, il primo album del gruppo reggiano I PROBLEMI DI GIBBO.

Il suono è caratterizzato da chitarre acustiche ed elettriche, su un tappeto ritmico dove la profondità del basso synth, unito a sintetizzatori ed arpeggiatori, creando un binomio che fa da ponte tra passato e presente. I testi delle canzoni riportano ad una parte introspettiva più fragile, trattando tematiche relazionali ed interrogativi che sono sempre più presenti nella nostra quotidianità, ma che con fatica si riescono ad esternare. Se ci si ferma ad osservare lo scorrere frenetico e disordinato della vita delle persone, non è difficile cogliere un malessere di fondo. I rapporti personali sempre più complessi, in un mondo che corre sempre più veloce e non accetta ritardi, in un costante ripetersi di eventi, a cui non diamo una risposta.  Cosa dobbiamo lasciarci alle spalle? A cosa siamo disposti a rinunciare per cambiare? Sono questi gli interrogativi che hanno portato alla realizzazione di questo album, che già nel titolo trova tutte le incertezze di questa società, così fragile e così frenetica.

Il disegno di copertina è un prezioso regalo di Simone Ferrarini, street artist dal tratto inconfondibile, che gira senza sosta per dipingere i muri di tutta Italia, con le sue opere dal significato profondo.

TRACK BY TRACK

1 – TUTTO IL MONDO

Tutto il mondo può cambiare? Si, ma solo se siamo a noi a cambiare per primi. Le lezioni del passato che ci lasciano i segni, sono le più preziose, ma possiamo dire di averle comprese solo quando smettiamo di guardarci alle spalle.

2 – #BUONUMORE

Quando una storia d’amore finisce, rimane delusione e amarezza… solo questo? Quello che conta sono le persone e i sentimenti che abbiamo provato. Lasciamo da parte i rancori per quello che è stato, oggi ho voglia di stare ancora un po’ con te, perché oggi voglio essere di “buonumore”.

3 – COME TU MI VUOI

Quando è necessario fare un passo indietro e fare la cosa più difficile, accettare senza rimpianti che “non sarò mai come tu mi vuoi”.

4 – LEI BALLAVA

Il ricordo di un’estate, tre vite che si incrociano per poi tornare alla normalità quotidiana, conservando però il ricordo di quell’attimo. Non importa più quello che è stato, non importa più se era giusto o sbagliato, perché poi tutto torna a scorrere.

5 – SUPERMAN

Come possiamo pensare di riuscire a prenderci cura delle altre persone, se non siamo in grado di prenderci cura neanche di noi stessi? Un po’ di sano egoismo è importante, trovare il tempo per sé stessi, per ritrovarsi, crescere, evolvere.

6 – SMETTERE DI FARE

Nel mondo moderno non possiamo permetterci di andare fuori tempo, ma a volte perdersi può rivelarsi una grossa fortuna, una nuova occasione per prendere quella strada che non avremmo mai avuto il coraggio di percorrere. E quando succede, la tentazione di chiudere con tutto quello che non ci piace, è molto forte…

7 – SOLO ROSSO

Un omaggio alla band americana CALEXICO, attraverso l’adattamento del loro brano “All System Red”. Un arrangiamento delicato e un testo che cerca di rimanere fedele all’originale, per una canzone che diventa così un piccolo gioiello grezzo.

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