Auguri Henry Rollins dei Black Flag: cercò di produrre Charles Manson

E’ una figura cardine nella scena hardcore punk californiana e una delle icone di culto del rock alternativo statunitense e mondiale.

59 candeline per Henry Rollins, pseudonimo di Henry Lawrence Garfield, dei Black Flag, cantante, compositore, scrittore, attore, doppiatore, attivista, comico, conduttore televisivo e conduttore radiofonico statunitense.

Nato a Washington il 13 febbraio 1961 Cresce a Washington, viene introdotto al punk grazie all’amico Ian MacKaye (in seguito diventato membro di Minor Threat e Fugazi). Si unisce poi agli State of Alert come cantante; il gruppo pubblica un EP con la casa discografica Dischord Records, prima di sciogliersi. Nel 1981 diventa grande fan del gruppo Black Flag il quale, in cerca di un cantante, decide di assumerlo ufficialmente dopo una prova sul palco.

La sua personalità energica e intensa fecero di lui il perfetto uomo di punta; qui Garfield cambia il cognome in Rollins.

Rollins canta e scrive nei Black Flag dal 1981 al 1986, anno del loro scioglimento. Sotto la sua influenza, la musica del gruppo subisce drastici cambiamenti: subentrato al primo autore dei testi, Greg Ginn, Rollins ha poi scritto molte canzoni per i Black Flag. Verso la metà degli anni ’80 Rollins decise di produrre un disco di Charles Manson con l’aiuto della SST Records, la casa discografica dei Black Flag. Il progetto però non andò in porto a causa di diverse minacce di morte ricevute dalla SST. Il disco, dal titolo “Completion” esiste solo in cinque copie, due delle quali in possesso di Rollins.

Nel dicembre 1991, nel corso di una rapina in casa, il suo grande amico e coinquilino Joe Cole rimane ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre Rollins ne esce indenne. Rollins dedicherà la maggior parte delle sue opere successive alla memoria di Cole. Durante la sua permanenza nei Black Flag, Rollins tiene alcuni diari con pensieri ed esperienze, che verranno pubblicati nel 1994 in “Get in the Van“, la versione audio del quale gli permette di vincere un Grammy Award il 1º gennaio 2005. Successivamente alla pubblicazione di altri diari, Rollins fonderà una propria casa editrice, la 2.13.61, così chiamata dalla sua data di nascita.

Dopo lo scioglimento dei Black Flag, all’inizio del 1986, Rollins pubblica un album solista e un EP con il chitarrista Chris Haskett. Alla formazione si aggiungono gli ex membri dei Gone, Andrew Weiss e Sim Cain e il gruppo prende il nome di Rollins Band, ottenendo un discreto successo con gli album “The End of Silence” del 1992 e “Weight” del 1994. Rollins ottiene anche ruoli in alcuni film e in show televisivi, diventa VJ su MTV e nel 1991 registra una cover di “Let There Be Rock” degli AC/DC con gli Hard-Ons.

Dagli ultimi anni nei Black Flag, Rollins inizia a fare tour come artista spoken-word, concentrandosi soprattutto su tematiche sociali, oltre a raccontare le sue esperienze di vita. La sua combinazione di umorismo autoironico e discussione seria di importanti questioni sociali gli ha permesso di guadagnare molta popolarità.

Pubblicherà nove album con la 2.13.61, e molti con altre case discografiche. La 2.13.61 pubblicherà anche libri di Rollins, Joe Cole, Nick Zedd, Nick Cave e Michael Gira, oltre ad album della Rollins Band, Exene Cervenka, Hubert Selby Jr., The Birthday Party e The Gun Club e anche di artisti free-jazz, tra cui Matthew Shipp e Roscoe Mitchell, dei quali Rollins è grande fan.

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