55 anni fa moriva Nat King Cole, voce indimenticabile

Cinquantacinque anni fa moriva il cantante Nat King Cole, pseudonimo di Nathaniel Adams Coles, nato a Montgomery il 17 marzo 1919.

La sua famiglia viveva a Bronzeville, un sobborgo di Chicago, famoso negli anni venti per la sua vita notturna e per i locali jazz. Nat usciva di casa di nascosto per passare gran parte del suo tempo fuori dai club, ascoltando artisti come Louis Armstrong, Earl Hines, e Jimmie Noone.

Prese parte al programma musicale di Walter Dyett presso la DuSable High School. Ispirato dalla musica di Earl “Fatha” Hines, iniziò la sua carriera artistica a metà degli anni trenta, mentre era ancora un ragazzino, con il nome di Nat Cole. Insieme al suo fratello maggiore Eddie Coles, bassista, incise il suo primo disco nel 1936.

I due ebbero un qualche successo locale nell’area di Chicago ed incisero per etichette specializzate in musica nera. Cole fu anche pianista in Shuffle Along, la rivista della stella di Broadway Eubie Blaker, e prese parte ad un tour nazionale dedicato al revival del ragtime. Giunto in California, Cole decise di fermarsi lì. Nat sposò Nadine Robinson e si stabilì a Los Angeles dove formò il Nat King Cole Trio.

Questo trio era composto nel suo primo periodo da Cole al pianoforte, Irving Ashby alla chitarra e Wesley Prince al contrabbasso. Alla fine del 1950 vi fu la sostituzione del chitarrista, e la nuova formazione vide Cole al pianoforte, Oscar Moore alla chitarra, e Wesley Prince al contrabbasso.(Durante la seconda guerra mondiale Wesley Price fu arruolato e Cole lo sostituì con Johnny Miller). Il trio divenne estremamente popolare a Los Angeles durante gli anni quaranta ed i primi anni ’50, registrò in molte sessioni radiofoniche, e ben presto divenne popolare in tutto il mondo. Cole era considerato un importante pianista jazz, tanto da apparire nei primi concerti del ciclo Jazz at the Philharmonic.

La sua formazione di piano, basso e chitarra, rivoluzionaria all’epoca delle big bands, divenne popolare nell’ambiente del jazz e fu imitata da molti musicisti, tra cui Art Tatum, Ahmad Jamal, Oscar Peterson, Tommy Flanagan ed i pianisti blues Charles Brown e Ray Charles. Partecipò inoltre come pianista ad alcune sessioni con Lester Young, Red Garland e Lionel Hampton. Cole non raggiunse il grande successo fino a quando non incise Sweet Lorraine, nel 1940.

Nel 1947 il singolo (I Love You) For Sentimental Reasons raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100. Nel 1948 il singolo Nature Boy scritto per il film Il ragazzo dai capelli verdi raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 per sette settimane. Negli anni cinquanta la popolarità di Cole era così grande che l’edificio della Capitol Records, a Hollywood, era spesso chiamata The House that Nat Built, ossia “la casa che Nat ha costruito”. Cole raggiunse il grande pubblico con la canzone Mona Lisa, del 1950, che giunse in vetta alla classifica Billboard Hot 100 per cinque settimane e premiata con il Grammy Hall of Fame Award 1992.

Con questo brano iniziò una nuova fase nella sua carriera, finora dedicata alle ballate pop, benché mai troppo lontana dalle sue radici nel jazz. Nel 1951 con Too Young raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per cinque settimane. Nel 1954 incise Smile, canzone composta da Charlie Chaplin e leitmotiv del film diretto e interpretato dallo stesso Chaplin Tempi moderni, del 1936. Il brano diverrà uno dei suoi “cavalli di battaglia” e uno dei grandi classici della musica americana. Nel 1956 pubblicò un disco completamente jazz, After Midnight.

Nel 1957 il suo brano When I Fall In Love contenuto nel fortunato album Love Is the Thing arrangiato e diretto da Gordon Jenkins (che contiene anche Stardust e At Last) raggiunge la seconda posizione in classifica nel Regno Unito. Cole fu il primo artista afro-americano ad avere un suo programma radiofonico e bissò il suo successo nei tardi anni cinquanta con il primo show televisivo a copertura nazionale condotto da un afro-americano. In entrambi i casi i programmi non durarono molto, furono cancellati perché gli sponsor – non volendo legarsi ad un artista nero – si ritirarono.

Cole combatté il razzismo durante tutta la sua vita, rifiutandosi di esibirsi nei locali dove venivano applicate le norme sulla segregazione razziale. Nel 1956 fu attaccato sul palco a Birmingham (Alabama) da membri del White Citizens’ Council che sembrava volessero rapirlo. Nonostante il rapido intervento della polizia, fu ferito alla schiena: non terminò lo spettacolo e giurò di non tornare mai più ad esibirsi nel sud degli Stati Uniti, promessa che mantenne. Cole era un fumatore accanito di sigarette al mentolo, anche perché credeva che un consumo anche di tre pacchetti al giorno avrebbe dato alla sua voce una tonalità più ricca.

Arrivò al punto di fumarne diverse e di proposito proprio prima di registrare. Nel 1948, Cole aveva comprato una casa in un quartiere ricco di Los Angeles abitato solamente da bianchi. L’associazione dei proprietari disse a Cole che essi non volevano che persone indesiderabili si trasferissero nel quartiere. Egli rispose “Neanche io. E se vedo che qualche indesiderabile si trasferirà qui, sarò il primo a lamentarmi.”

Lui e la sua seconda moglie, Maria Ellington, furono sposati nella chiesa battista abissina di Harlem da Adam Clayton Powell Jr. Ebbero cinque figli, di cui due adottati. I suoi fratelli Freddie Cole e Ike Cole e la figlia Natalie Cole sono anch’essi cantanti. Cole si è esibito in numerosi cortometraggi ed ha suonato con W. C. Handy nel film Saint Louis Blues. È apparso anche in The Nat King Cole Story ed in Ballad of Cat Ballou. Massone, fu membro della Massoneria di Prince Hall. Morì per un cancro ai polmoni il 15 febbraio 1965, un mese prima del suo quarantaseiesimo compleanno. Il decesso avvenne al St. John’s Hospital di Santa Monica. Il funerale fu tenuto alla chiesa episcopale di St. James su Wilshire Boulevard a Los Angeles. Le sue spoglie riposano a Glendale al Freedom Mausoleum del Forest Lawn Memorial Park.

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