Everything is in perspective’, il nuovo album dei MYOWNMINE – RECENSIONE

Il mondo della musica si prepara ad accogliere una nuova band i MyOwnMine che il 28 febbraio lanceranno il loro primo album ‘Everything is in perspective’. La prospettiva, parola chiave del loro titolo è un concetto eterogeneo ed è possibile trovarlo in campi diversi come l’arte e la matematica.

‘È Parte della geometria descrittiva che si propone di elaborare le regole grafiche per costruire di un qualunque oggetto reale un’immagine bidimensionale analoga a quella data dalla visione diretta’ (Enciclopedia Treccani). Si tratta di un concetto che parte dal reale per arrivare ad altre dimensioni, più profonde e infine anche più concrete, attraverso un percorso ben preciso. Questo è simile all’iter che negli ultimi tempi hanno seguito i MyOwnMine la band formata da Francesco Parise (voce e sequenze), Yandro Estrada (batteria elettronica e piatti) e Giuseppe Mazzuca (basso).

“Il disco nasce dopo un percorso di gestazione durato due anni. In questo arco di tempo si sono succedute formazioni e idee di composizione diverse: proprio per questo è un disco dai molteplici colori. Il titolo- racconta la band- non è che uno specchio di questa mescolanza di generi che spaziano dal pop anni 80 alle influenze soul-step, passando per un certo tipo di rnb vocale”.

L’album è composto da 8 tracce e a breve sarà possibile ascoltare e vedere in anteprima il videoclip di ‘Shut the door’, brano numero due della tracklist. È un invito a chiudere la porta in faccia a tutte le persone che si interfacciano alla negatività in modo poco coraggioso. A chi non insegue le opportunità e preferisce incolpare gli altri dei propri fallimenti. Un album di rivalsa e rivincite in campo sentimentale e lavorativo

“Ogni brano tende a dimostrare e mostrare varie prospettive su tematiche spesso considerate in senso univoco come l’amore, il dolore e il successo personale. L’approccio dei MyOwnMine- spiegano gli artisti- è un ibrido che mischia un live set elettronico, percussioni, un basso elettrico dal piglio rock, synth e loop vocali”.

Il disco si chiude con ‘Fell in’, una preghiera alle promesse disattese, alla solitudine del fallimento ma anche un’incitazione a voler andare oltre gli errori quotidiani e i cambiamenti improvvisi di piani.

di Serena Danese

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