‘Tra le vie dei se’, album esordio dei SINCRONO -RECENSIONE

‘Tra le vie dei se’, l’album d’esordio dei Sincrono, giovanissima band milanese, è uscito ufficialmente il 21 febbraio.

Il lavoro è stato anticipato dal brano ‘Il mondo intero tranne te’ disponibile su Youtube già da un anno, il quale conta 28.676 visualizzazione, numeri niente male.

Terzo brano della tracklist, è l’unica canzone, insieme a ‘Babilonia’, di cui è già disponibile il video clip, a breve raggiunti da tutti gli altri. Nel video si alternano le immagini di una giovane coppia di innamorati, a quelle del gruppo, il tutto ambientato nei meravigliosi scenari della Valle D’Aosta. È la storia di un amore adolescenziale, che alla fine non si riesce a realizzare e questo porta a un senso di inadeguatezza e insoddisfazione. Ci si accorge di non avere la felicità, nonostante il raggiungimento di tanti obiettivi, solo perché questa spesso risiede in una persona, o in un grande amore difficile da dichiarare e spiegare.

«È cosi che svegliandosi la mattina scopriamo di avere bisogno di qualcuno, più che di qualcosa, per non sentirci oppressi dentro noi stessi». Dice Mustafà Hassan, cantante del gruppo.

La band pop rock milanese oltre al già citato cantante è costituta da altri tre membri: Alberto Cafulli al basso, Daniele Camerani e Luca Tassinari alla chitarra. I Sincrono nascono tra i banchi di scuola del liceo linguistico Gentileschi di Milano nel 2009. La band comincia ad esibirsi in diverse manifestazioni, concorsi e showcase fino ad arrivare a partecipare ad Area Sanremo nel 2010.

In seguito, la band prende un lungo periodo di pausa. Il riavvicinamento tra i Sincrono avviene nel 2016 quando la formazione decide di rimettersi in pista più matura e da quel momento parte una fruttuosa collaborazione con Francesco Corvino, arrangiatore della canzoni.

‘Tra le vie dei se’ è frutto di un lavoro durato un anno. I 10 brani rappresentano una specie di diario segreto, in cui ogni componente della band trascrive e racconta esperienze vissute, spogliandosi davanti al proprio pubblico, così da creare una totale empatia. I giovani cantanti vogliono trasmettere emozioni attraverso diverse chiavi musicali, dalla ballad al rock. Mantenendo, però, sempre quella nota melodica tipica della band.

È proprio il brano ‘Babilonia’ ad aprire l’album, raccontando la vita e gli intrecci in una società senza freni, come quella odierna.

“Mi muovo dentro questo mondo di eccessi, meno male che però posso guardare i successi, non miei…In questa strada vedo poco futuro, alla fine leggo sempre le stesse frasi sul muro…Incontro te che non mi capisci mai…sembra di stare a Babilonia, con l’acqua che mi sfiora, e gente che viene e che va, è una rivoluzione”.

Gli ultimi tre brani sono ‘Mercoledi senza te’ che fotografa i silenzi e i vuoti al termine di una relazione molto importante. ‘Io e te ancora’ che rappresenta la rinascita della band, è infatti il primo brano scritto dopo la reunion nel 2016. Parla del male che ci si può fare tra persone care, ma nonostante si possa soffrire, alla fine il ricordo di quanto sia bello stare insieme prende il sopravvento. L’album si chiude con ‘Ai confini del creato’ il brano più introspettivo del disco, parla di sofferenza e delle deviazioni che la nostra mente prende quando si perde la lucidità, fino all’estrema decisione di morire.

L’album si chiude quindi in modo molto malinconico.

di Serena Danese

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