46 anni di Queen II, secondo album in studio Mercury e compagni

Queen II compie 46 anni. Secondo album in studio, fu pubblicato l’8 marzo 1974 nel Regno Unito dalla EMI e il 9 aprile dello stesso anno negli Stati Uniti d’America dalla Hollywood Records.

L’album, prodotto da Roy Thomas Baker e inciso ai Trident Studios di Londra nell’agosto 1973, è una delle prime opere nelle quali l’heavy metal si mescola insieme all’art rock, riconducibile allo stile musicale dei Pink Floyd e dei Led Zeppelin, e che perciò deve la sua futura popolarità tra le band britanniche degli Anni Settanta proprio a Queen II. Al momento del suo inserimento nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame è stato definito un eterno pilastro dell’hard rock.

Dopo che l’omonimo album di debutto Queen era stato registrato e mixato alla fine del novembre 1972, i Queen si prepararono ad andare in tour per promuoverlo. Durante questo periodo, era luglio 1973, i Queen scrissero nuovo materiale e cominciarono a registrarlo in studio. Parte del materiale, tuttavia, risaliva a molto tempo prima.

See What a Fool I’ve Been era stata lasciata composta ai tempi degli Smile, ma era rimasta inutilizzata. Father to Son, Ogre Battle, White Queen (As It Began) e Procession risalivano tutte al 1972, mentre altre canzoni addirittura al 1969. La band aspettò a inciderle in studio fino a quando non avesse avuto più libertà e maggiore esperienza tecnica. Stone Cold Crazy, scritta da Mercury, veniva presentata in concerto da anni, ma non venne incisa fino al terzo album, Sheer Heart Attack.

Anche alcune parti di The Prophet’s Song furono incise in studio durante le sessioni di Queen II, ma il brano non venne completato fino al quarto album, A Night at the Opera. I Queen pretesero che i Trident Studios li lasciassero registrare senza limiti di orario, come invece avevano dovuto fare in occasione del primo disco. Il gruppo chiese a David Bowie se voleva produrre l’album, ma lui declinò l’offerta perché impegnato nelle registrazioni di Pin Ups e Diamond Dogs.

L’album è stato inciso a Londra nei Trident Studios nell’agosto del 1973, ed è stato pubblicato in ritardo rispetto alle previsioni data la crisi del petrolio. Invece dell’indicazione canonica Lato A e Lato B, i lati dell’album sono stati indicati con la dicitura Lato Bianco e Lato Nero.

Il primo lato dell’album è formato da canzoni composte dal chitarrista Brian May (come Father to Son o White Queen), mentre il secondo contiene canzoni composte da Freddie Mercury, tra le quali spiccano la ballata Nevermore, The March of the Black Queen o Seven Seas of Rhye, primo brano dei Queen ad entrare nella top ten nazionale. I due lati sono intervallati da un brano di Roger Taylor, The Loser In The End. La distinzione fra Lato Nero e Lato Bianco è dovuta ai differenti caratteri dei compositori. Il bianco e nero stanno a significare come viene vista la figura della regina dai due musicisti.

Le fotografie usate per questo album sono probabilmente tra le più celebri tra quelle che ritraggono la band, ed infatti i Queen le hanno usate spesso per tutta la loro carriera, soprattutto nel videoclip di Bohemian Rhapsody.

White side

Testi e musiche di Brian May, eccetto The Loser in the End (composta da Roger Taylor).

  1. Procession – 1:12
  2. Father to Son – 6:14
  3. White Queen (As It Began) – 4:36
  4. Some Day One Day – 4:23
  5. The Loser in the End – 4:01

Black side

Testi e musiche di Freddie Mercury.

  1. Ogre Battle – 4:08
  2. The Fairy Feller’s Master-Stroke – 2:41
  3. Nevermore – 1:27
  4. The March of the Black Queen – 6:33
  5. Funny How Love Is – 2:47
  6. Seven Seas of Rhye – 2:50

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *