Voce e anima soul, 79 anni fa nasceva Wilson Pickett

79 anni fa nasceva Wilson Pickett, uno dei più grandi esponenti di R&B e musica soul.

Conosciuto per le sue interpretazioni potenti, grintose e cariche di pathos, che hanno fatto di lui uno dei principali esponenti della soul music. Nato a Prattville il 18 marzo1941, la sua carriera ha ‘sfiorato’ l’Italia, con due partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 1968 cantando “Deborah” in coppia con Fausto Leali e l’anno successivo con il brano “Un’avventura“, con l’allora relativamente poco conosciuto Lucio Battisti. La rivista Rolling Stone lo inserisce al sessantottesimo posto nella sua lista dei 100 migliori cantanti.

Pickett crebbe cantando nei cori della chiesa e a Detroit formò un gruppo gospel chiamato The Violinaires, che fece da spalla a Sam Cooke, The Soul Stirrers, The Swan Silvertones e The David Sisters nella tournée delle chiese che si svolse in tutti gli Stati Uniti. La prima occasione importante che gli venne offerta fu l’invito ad unirsi, all’inizio del 1959, al gruppo The Falcons, una delle prime formazioni a portare il gospel in contesti più da grande pubblico, aprendo così la strada alla soul music, The Falcons avevano alcuni importanti membri che in seguito divennero famosi artisti solisti; quando Pickett entrò nel gruppo, erano già suoi membri Eddie Floyd e Sir Mack Rice.

Il più grande successo di Pickett con i Falcons arrivò nel 1962, con “I Found a Love“, in cui era il cantante principale, che raggiunse la sesta posizione nelle classifiche R&B. Il primo grande successo da solista per Pickett arrivò invece con “It’s Too Late“, un pezzo originale scritto da lui stesso, (che non va confuso con il classico di Chuck Willis con lo stesso titolo). Entrato nelle classifiche il 27 luglio 1963, raggiunse la posizione 7 della classifica R&B. Il suo successo convinse Wexler e la Atlantic a rilevare il suo contratto dalla Double L Records nel 1964.

La definitiva consacrazione di Pickett sarebbe arrivata negli studi di registrazione della Stax Records a Memphis, dove incise “In the Midnight Hour” (1965), forse il suo pezzo più famoso. Nel 1993 fu incarcerato per guida in stato d’ebrezza e condannato a un anno di prigione dopo aver investito con la propria auto un uomo di 86 anni. Pickett era stato in precedenza incarcerato per vari reati legati alla droga. Alcuni anni dopo la sua scarcerazione ritornò negli studi di registrazione e ricevette una nomination ai Grammy Awards per l’album del 1999 “It’s Harder Now“. Pickett morì improvvisamente di infarto in un ospedale vicino alla sua casa di Reston, in Virginia. Aveva 64 anni. Era il 19 gennaio 2006.

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