A me me piace Pino Daniele: 65 anni fa nasceva l’uomo in blues

Uno degli artisti italiani piu’ innovativi disempre, chitarrista di formazione blues, ha collaborato con artisti italiani e stranieri di grande livello, come Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Pat Metheny, Eric Clapton, Chick Corea, Joe Bonamassa.

E’ l’uomo in blues della musica italiana, il’Nero a meta” che oggi avrebbe festeggiato ‘solo’ 65 anni, essendo nato a Napoli il 19 marzo del 1955. Giuseppe Daniele, per tutti Pino, se n’è andato 5 anni fa, quando un infarto se lo è portato via, ha fatto piangere Napoli tutta e l’Italia intera.

Fin dai primi passi nel mondo della musica, ha curato moltissimo i due aspetti fondamentali per la produzione di un cantautore, testo e musica. Le sue canzoni fin dagli esordi sono caratterizzate da un sound travolgente, un groove unico imparato frequentando i locali napoletani della Nato. Ha inciso capolavorieterni come Napule e’, Quando, Sotto o sole, A me me piace ‘o blues, Sicily. Dopo un’infanzia difficile a causa delle condizioni economiche della sua famiglia, Pino Daniele trova la sua dimensione nel mondo della musica, che lo appassiona fin da piccolo.

E che lo porta a suonare nella formazione Batracomiomachia, insieme a Paolo Raffone, Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Enzo Avitabile ed Enzo Ciervo. Nel 1975 inizio’ l’attivita’ di session man, mentre apparve perla prima volta come chitarrista nell’album Suspiro che Jenny Sorrenti, sorella di Alan, stava realizzando. Nello stesso periodo accompagno’ in tour Bobby Solo. L’anno decisivo e’ indubbiamente il 1976, quando entra addirittura come bassista nei Napoli Centrale, formazione napoletana in cui suonava artisti di prim’ordine, tra cui James Senese, che sara’ fondamentale nel futuro della carriera di Pino Daniele. Il sassofonista napoletano con sangue afroamericano, contribui’, tra gli altri, alla realizzazione di alcuni dei primialbum del cantautore e chitarrista, come l’omonimo ‘Pino Daniele'(1979), ‘Nero a meta” (1980) e ‘Vai mo” (1981).

Dove emerge la passione e il calore diPino Daniele, oltre alle straordinarie qualita’ di cantautore emusicista, e’ sicuramente nelle esibizioni live. Uniche eimperdibili. E diventano album che testimoniano la qualita’ dei suoiconcerti. Come ‘Scio’ live’ (1984), con i sassofoni solisti diartisti come Gato Barbieri e Bob Berg. Arrivano poi i concerti alFestival di Montreux, poi in Canada, all’Olympia di Parigi, alFestival di Varadero a Cuba e all’Arena di Verona. Arriva ancheuna ulteriore collaborazione da urlo, quella con Richie Havens,l’artista che improvvisando apri’ uno dei piu’ importantifestival rock di sempre (“Non ci potevo credere, sono cresciutocon il mito di ‘Woodstock’ ed ora lavoro con l’uomo di ‘Freedom’“, le parole di Daniele), con cui incise ‘Common ground'(1983).

Capace di mescolare piu’ generi, la carriera di Pino Daniele‘ contraddistinta da una serie di cambi di rotta che non sempretrovano l’approvazione soprattutto dei critici. I quali lovorrebbero agganciato unicamente al passato. Negli Anni 90 arrivano album come ‘Un uomo in blues’, con pezzi come ‘O scarrafone’, ‘Che soddisfazione’, oppure ‘Che Dioti benedica’, che vanta collaborazione con artisti come Chick Corea, Ralph Towner, ma anche Bruno De Filippi. Gli anni successivi sono un continuo sviluppo di collaborazioni, di nuovefrontiere esplorate.

E chissa’ quanto ancora avremmo sentito di Pino Daniele, se non fosse arrivato il cuore a fare i capricci, era la sera del 4 gennaio 2015, a portarselo via. Da tempo sofferente di seri problemi cardiaci, un infarto nella sua casa di Orbetello, in Toscana, lo convince ad andare all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Ma dopo vani tentativi di rianimazione, il decesso viene dichiarato alle 22.45. Per la disperazione di un popolo intero.

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