Iron Maiden e The Number of the Beast, 38 anni per il primo con Dickinson

Esce “The Number of the Beast“

Negli Iron Maiden era appena arrivato Bruce Dickinson. Melodie e assoli di chitarra, uniti ad una intesa naturale con il nuovo cantante: così è nato “The Number of the Beast”, terzo album in studio degli Iron Maiden, pubblicato dalla EMI il 22 marzo 1982.

Rispetto ai precedenti “Iron Maiden” (1980) e “Killers” (1981), “The Number of the Beast” è caratterizzato da sonorità più heavy e mette a nudo tutta la creatività dei singoli componenti del gruppo. Melodie e soli di chitarra sono di primissimo ordine, la coordinazione tra i membri durante le esecuzioni è ottima e evidenzia subito una grande intesa col nuovo cantante Bruce Dickinson, al posto di Paul Di’Anno, che mostra in tutte le canzoni la pienezza e la costanza della sua voce invidiabile per qualsiasi cantante rock.

L’iniziale brano “Invaders” rievoca la cruenta invasione vichinga in Inghilterra. La successiva “Children of the Damned” parla di sei bambini, dotati di particolari poteri psichici, che sono costretti a lottare per la loro sopravvivenza contro la razza umana.

Il brano si ispira al film Il villaggio dei dannati, a sua volta basato sul libro I figli dell’invasione di John Wyndham. “The Prisoner” è ispirata all’omonima serie TV inglese: viene infatti introdotta da un dialogo il cui contenuto è estratto dal telefilm stesso. “22, Acacia Avenue” è la continuazione del brano “Charlotte the Harlot“, contenuto in “Iron Maiden“. Il titolo corrisponde all’indirizzo in cui la prostituta Charlotte, protagonista della saga, si incontrava con i suoi clienti.

La title track “The Number of the Beast” è la trasposizione in musica di un incubo avuto da Steve Harris. Il titolo è un chiaro riferimento al numero 666, menzionato nel Libro della Rivelazione della Bibbia: un piccolo estratto del testo sacro (Apocalisse 12:12; 13:18), recitato da un imitatore di Vincent Price (visto che l’attore aveva chiesto 25.000 sterline per la performance, budget troppo alto per il gruppo), viene infatti utilizzato come introduzione al brano.

“Run to the Hills” è riferita alle battaglie fra inglesi e nativi d’America ai tempi della colonizzazione degli Stati Uniti.
“Hallowed Be Thy Name” (“Sia santificato il Tuo nome”, con riferimento ad un passaggio della preghiera cristiana Padre nostro) narra delle ultime ore di un condannato a morte.

TRACCE

  1. Invaders – 3:20
  2. Children of the Damned – 4:34
  3. The Prisoner – 5:34
  4. 22, Acacia Avenue – 6:34
  5. The Number of the Beast – 4:25
  6. Run to the Hills – 3:50
  7. Gangland – 3:46
  8. Hallowed Be Thy Name – 7:08

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