‘Eleonora sei normale’, la canzone sulla bulimia: intervista a Igor Nogarotto

“Non posso donare gli organi di mia figlia, perche’ non sono piu’ vitali, ma posso consegnare questa poesia scritta da Eleonora a tutte le persone che soffrono e se anche una sola vita sara’ salvata grazie a queste parole, avro’ reso onore al sacrificio di mia figlia”. Poche parole, ma forti, che hanno colpito la sensibilità di Igor Nogarotto, cantautore e suo compagno. Sono della mamma di Eleonora, ragazza gravemente malata a causa della bulimia, che ha visto nel suicidio la soluzione al suo male, lasciando alla madre un biglietto.

Da qui è nata la canzone ‘Eleonora sei normale’, un emozionante ricordo di Nogarotto di questa sfortunata ragazza. La mamma ha voluto trasformare la lettera di Eleonora in una canzone, per trasmettere il messaggio di sua figlia, per sensibilizzare su un argomento cosi’ delicato per quelle persone che ne soffrono.

Igor Nogarotto

Abbiamo intervistato Igor, che ci ha raccontato cosa ha provato nel raccontare una vicenda così importante, quanto delicata e delle testimonianze di altri giovani che stanno vivendo lo stesso dramma.

Ecco le parole dette a Dangerofmusic.com:

Quando è nata l’idea della lettera trasformata in canzone?

E’ stata una richiesta della madre di Eleonora, poco dopo il suo suicidio, mi ha detto: “Non posso donare gli organi di mia figlia, perché non sono più vitali, ma posso consegnare questa poesia scritta da Eleonora a tutte le persone che soffrono, per sensibilizzarle”. Il suo intento è stato quello di utilizzare il veicolo emozionale della musica per accendere i riflettori sulla tematica dei disturbi alimentari, perché la musica arriva direttamente al cuore, senza filtri e riesce a parlare, sopratutto ai giovani, in modo immediato. Io ho accettato questo “incarico”. E’ stato complesso, sentivo il peso della responsabilità, ma dopo molteplici tentativi, in cui ho composto e scomposto la canzone decine di volte, ho trovato una formula musicale semplice, che penso sia efficace nel mettere il risalto il testo: tutto il brano infatti gira intorno a 4 semplici accordi ripetuti SI- SOL RE LA. 

Il tema è sicuramente delicato. Dopo l’uscita della canzone, ha ricevuto testimonianze, o è stato contattato da ragazze o ragazzi vittime della bulimia?

In pochi giorni sono arrivati centinaia di messaggi: il feedback è stato incredibile. Mi hanno scritto ragazzi che stanno affrontando la patologia, persone che l’hanno superata (ma che affermano che “occorre sempre stare all’erta perché non se ne esce mai del tutto”) e genitori con figli che soffrono di disturbi alimentari. Molti messaggi mi hanno commosso, alcuni in particolare in cui mi hanno scritto “Ci fai sentire meno soli”.

Che ricordo ha di Eleonora?

Eleonora era una ragazza spiritosa e lo è stata fino all’ultimo, nonostante la malattia la stesse debilitando sempre più a livello psico-fisico. Amava l’arte, le piaceva scrivere e dipingere. Mi ha fatto dono di un ritratto (che conservo gelosamente) che ha ricalcato da una mia foto scattata sul Lago di Carezza. Impossibile dimenticare la sua ultima frase che ricordo: “Quando scriverai una nuova canzone?”.

Ha in mente di tornare sull’argomento, magari con un’altra canzone che tratti lo stesso tema?

Abbiamo pensato di dare seguito al progetto proprio grazie alle tante testimonianze ricevute sui social, aprendo un movimento dal titolo “NON SIETE SOLI”. Quando dico abbiamo, intendo io, la scrittrice Maria Vittoria Strappafelci autrice del libro “Il digiuno dell’anima: una storia di anoressia” la quale ha vissuto l’anoressia sulla propria pelle per poi sconfiggerla ed il Maestro Alessandro De Gerardis (speaker e musicista); il nostro obiettivo è di portare nelle scuole la nostra testimonianza, attraverso i linguaggi universali della musica e della letteratura e di raccontare le esperienze delle storie legate ai disturbi alimentari che stiamo raccogliendo sulla pagina Facebook “Non siete soli”. Se si informa, si trasmette consapevolezza e, come mi ha detto la madre di Eleonora, “Se attraverso questa operazione salveremo anche una sola vita, sarà un miracolo”.

Altri progetti in programma?

Uscirà nei prossimi mesi il mio disco “D Di Donne”, un concept album dedicato al mondo femminile, con 10 tracce in cui racconto le Donne, soprattutto attraverso le storie che le Donne stesse mi hanno raccontato: si parla di altre tematiche delicate come l’aborto (nella canzone “Eva Piangeva”), di figure famigliari come la Mamma in “Mamma Ciao” o della Nonna in “Ninna Nonna” (una tenera ninna nanna al contrario cantata dal nipote alla propria Nonna), ma anche del lato più giocoso femminile come in “Elisabetta”, che descrive semplicemente una giornata d’estate in spiaggia, perché la Donna è anche leggerezza. In generale, progetto di trasmettere emozioni, riflessioni e consapevolezza attraverso la mia Musica: è la missione della mia vita.

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