Il poeta della musica italiana: Buon Compleanno Francesco De Gregori

Di lui una sua grande canzone una volta Vasco Rossi ha detto: “Generale è una canzone meravigliosa come tutte quelle che ha fatto De Gregori, ma mi sembrava che con Generale addirittura, quando io ho pensato di fare il concerto, Rock sotto l’assedio, ho pensato che la cosa più bella era cominciare con Generale…ci sta la guerra buia e assassina…
e in mezzo al prato c’è una contadina…e qui c’è la poesia, e io sinceramente seguo la poesia…”. L’ennesimo attestato di stima per il cantante poeta per eccellenza, Francesco De Gregori, che oggi compie 69 anni.

Nato a Roma il 4 aprile del 1951, artista fra i più importanti della scena musicale italiana, capace di mescolare nelle sue canzoni sonorità diverse, dal rock alla canzone d’autore, con riferimenti anche alla musica popolare, senza dimenticare passaggi di ispirazione letterario-poetica, etico-politica.

Cantante poeta, per molti è anche il ‘Dylan’ italiano: a Bob ha anche dedicato un intero album: ‘De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto’, un album di traduzioni in italiano di brani di Bob Dylan, che celebra l’ammirazione di De Gregori per il cantautore statunitense.

De Gregori inizia ad esibirsi, appena sedicenne, al Folkstudio, presentato dal fratello maggiore Luigi, anche lui musicista. Il Folkstudio è frequentato da altri giovani cantautori come Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Stefano Rosso, Giorgio Lo Cascio, Paolo Pietrangeli; da jazzisti come Mario Schiano e Marcello Melis.

Francesco De Gregori

Il 1972 è l’anno dell’esordio discografico. “Theorius Campus” vede De Gregori condividere con l’amico Venditti, anche lui al suo primo disco, questo lavoro ancora acerbo dove la canzone più interessante (almeno per quanto riguarda De Gregori) è “Signora Aquilone”.

Nonostante il deludente riscontro commerciale di “Theorius Campus” l’anno successivo, grazie alla coraggiosa produzione di Edoardo De Angelis, Francesco De Gregori realizza, per la IT di Vincenzo Micocci, il 33 giri “Alice non lo sa”.

Il grande successo arriva con Rimmel del 1975, uno dei dischi più venduti del decennio, contenente tra i brani uno dei suoi ritratti più riusciti, l’omonima Rimmel, storia di un addio freddo e distaccato, Pablo (scritta insieme a Lucio Dalla), Quattro cani e Pezzi di vetro.

Bufalo Bill”, del 1976, viene invece considerato dal cantautore “il disco più riuscito”. Tra i brani di spicco, titoli di eccezionale bellezza come “Atlantide”, “Santa Lucia”, “L’uccisione di Babbo Natale” e la stessa “Bufalo Bill”.

Indimenticabile la collaborazione con Lucio Dalla, con cui nel 1979, anche con un giovanissimo Ron, porta negli stadi italiani un tour importante e di grandissimo successo, “Banana Republic”.

Il resto è storia. Anzi, “La Storia Siamo Noi”.

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