Ghigo presenta ‘Novox’: Un progetto in cui ho messo tutto me stesso

Un progetto in cui “ho messo tutto me stesso”, in cui “c’è tutta la mia esperienza”.

In una intervista all’agenzia di stampa Dire, Federico Renzulli, per tutti semplicemente ‘Ghigo’, fondatore e chitarrista storico dei Litfiba, presenta il suo nuovo progetto, “parallelo ai Litfiba”, che lo vede suonare in una band “in cui suonano tantissimi musicisti, anche 15 o 16”. E’ ‘Novox’, un progetto “strumentale che ho ideato tre o quattro anni fa- racconta Ghigo in esclusiva all’agenzia Dire– Considerando anche le corse dell’ultimo anno, per registrarlo e finire di arrangiarlo”.

Poi e’ arrivata l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus: “E il mio tecnico, che abita ad Arezzo, non puo’ neanche andare in studio per spedire il progetto negli Usa, a Nashville”. ‘Novox’ e’ un grande gruppo ‘variabile’, “in cui hanno suonato tantissimi musicisti, 15 o 16. Tutte persone delle quali ho una grandissima stima. Alcuni di loro hanno suonato con i Litfiba, altri sono giovanissimi”. 

Si tratta di un “progetto a 360 gradi, strumentale, musicale. Qui ho convogliato tutte le mie esperienze, tutto me stesso, tutto quello che ho vissuto in questi anni. Un progetto maturo. Oggi sono soddisfatto, probabilmente tra un anno non lo saro’ piu’- sorride Ghigo parlando con la Dire- Bisogna sempre rinnovarsi e andare avanti. È un progetto parallelo ai Litfiba, che dopo 40 anni di carriera hanno allentato un po’. Il progetto non e’ in competizione, e’ una cosa abbastanza diversa. Potrei essere in tour con i Litfiba e allo stesso tempo con i Novox. Dal vivo la situazione e’ variabile, essendo un progetto strumentale, posso arricchire la situazione a seconda del posto dove siamo. Posso usare il sistema usato nel jazz, in cui varia la formazione. Ci saranno posti dove potremmo suonare in 6 o 7, in altri in 4, mi piacerebbe anche abbinare delle immagini”. 

Un progetto che avra’ del materiale inciso: “Ho deciso di pubblicare l’anteprima, un rifacimento della colonna sonora dei ‘Pirati dei Caraibi’, fatta a modo mio, molto particolare. L’originale e’ suonata tutta con l’orchestra, io invece l’ho fatta con strumenti elettrici, molto incisiva”. 

Qui l’articolo originale sul sito dell’agenzia di stampa DIRE

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