Coronavirus, l’appello dei negozi di dischi: Rischiamo di scomparire

“Rischiamo di scomparire”. Non fanno parte delle attività commerciali che riapriranno a breve (o che stanno riaprendo) e neanche di quelle che riapriranno prossimamente.

La situazione dei negozi di dischi non è certo delle migliori, soprattutto in questo momento, con l’emergenza coronavirus che ha costretto alla chiusura le attività commerciali del settore.

Per questo l’appello arriva forte e chiaro, grazie ai romani de la Discoteca Laziale, storico negozio della Capitale, che si fa “portavoce di tutti i negozianti di dischi d’Italia, al fianco dei quali sta lottando in questi giorni bui. Tanti sono stati i momenti di difficoltà che la nostra categoria ha affrontato nel corso degli ultimi anni, a denti stretti e sempre in silenzio; nonostante ciò, siamo sempre andati avanti spinti da una grande passione e dall’amore per il nostro lavoro”. Oggi, “di fronte ad una sfida che da soli non riusciamo ad affrontare, chiediamo a gran voce il vostro supporto: l’aiuto delle case discografiche, l’aiuto delle etichette indipendenti, l’aiuto di tutti gli artisti del settore, l’aiuto di tutti gli attori che gravitano intorno al nostro mondo”.

E ancora: “Abbiamo bisogno di voi tutti in primis per richiedere al Governo di adeguare l’aliquota Iva al 4% per i prodotti discografici, al pari dei prodotti editoriali. Il trattamento ingiusto che sinora abbiamo patito, alla luce dei nuovi eventi mondiali, non ha più ragion d’esistere. Abbiamo bisogno di voi tutti, anche per mettere in piedi un piano di rilancio della nostra industria, tramite incentivi e fondi dedicati che garantiscano la ripresa economica di tutte le parti coinvolte”.

Continua la nota: “Noi rappresentiamo quelle piccole ‘comparse’ che hanno distribuito e diffuso il vostro catalogo artistico, siamo quei piccoli attori della filiera distributiva che propongono, raccomandano e consigliano il cliente finale, tramutando in vendita, la vostra opera, la vostra voce. La musica, che in questi giorni ha unito tutta l’Italia, da balcone a balcone, da piazza a piazza, da cortile a cortile, non merita di uscire sconfitta da questa guerra in corso– prosegue- Molti di noi, quando il Governo autorizzerà la ripresa commerciale, rischiano di non poter più aprire il proprio negozio, la propria bottega, la propria azienda. Aiutateci, non lasciate che queste parole rimangano inascoltate, non lasciate che il silenzio prevalga sulla musica”.

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