Starman, 48 anni fa iniziava l’era dell’uomo delle stelle di David Bowie

Con la sua musica ha sempre guardato oltre. Dal modo di vestire ai testi, fino alle musiche, ha sempre dimostrato di avere una visione futuristica. Emblema è Starman, uno dei suoi singoli di maggior successo, primo estratto da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, l’album pubblicato il 16 giugno del 1972, con oltre 7,5 milioni di copie vendute racconta di un mondo sull’orlo dell’apocalisse e di un eroe che è un giovane, diventato rockstar grazie ad un aiuto alieno.

Starman è uscito il 14 aprile del 1972, ben 48 anni fa, in cui spiccano linguaggio e musiche decisamente attuali ancora oggi.

Se oggi, con quello che stiamo vivendo a livello mondiale, andiamo a riprendere il testo di Starman, uno dei grandi classici del ‘Duca Bianco’, ci troveremmo di fronte ad una canzone di straordinaria attualità.
‘Starman’ è considerata una delle canzoni decisamente più influenti di Bowie, che ha ispirato generazioni di artisti. Quarta traccia di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, l’album pubblicato il 16 giugno del 1972, con oltre 7,5 milioni di copie vendute racconta di un mondo sull’orlo dell’apocalisse e di un eroe che è un giovane, diventato rockstar grazie ad un aiuto alieno.

Ziggy Stardust, il protagonista dell’album, non è lo ‘starman’, l’uomo delle stelle, ma ne è il messaggero terreno. Sulle note suonate dalla chitarra acustica di Bowie e l’arrangiamento di Mick Ronson, racconta di un “un uomo delle stelle che aspetta nel cielo”, che “ci ha detto di non rovinare tutto perché sa che ne vale la pena”. L’uomo delle stelle “vorrebbe incontrarci ma pensa che ci lascerebbe a bocca aperta”.

E rivolgendosi ai giovani dice loro di godersela. È il futuro del nostro mondo, visto con gli occhi di David Bowie, quasi mezzo secolo fa.

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