Coronavirus, è morto Lee Konitz, leggenda americana del sax

Aveva 92 anni Lee Konitz, considerato un maestro del sassofono contralto, che vantava collaborazioni con artisti come Miles Davis a Brad Mehldau

E’ morto mercoledì a New York per colpa di una polmonite, dovuta al coronavirus.

Il suo primo strumento, imparato da bambino, è stato la fisarmonica, prima di passare, influenzato da Benny Goodman, al clarinetto. Studia il jazz essenzialmente con Lennie Tristano e nel 1943, ormai divenuto musicista professionista, per suonare nell’orchestra di Jerry Wald, prende in mano anche il sassofono contralto.

Le influenze tristaniane sono già evidenti nelle sue prime incisioni del 1947 con l’orchestra di Claude Thornhill. Qui conosce altri due musicisti molto importanti per il suo futuro artistico: Gil Evans e, soprattutto, Miles Davis. Quest’ultimo stava per creare un suo gruppo – conosciuto come Tuba Band – di cui fecero parte, oltre a Davis e Konitz, altri futuri protagonisti della scena jazzistica mondiale quali Gerry Mulligan e Max Roach. Con Davis realizza anche il capolavoro Ezz-thetic, scritto dal giovane genio George Russell.

Dagli anni ’60 in avanti Lee ha scelto la carriera di solista free-lance, suonando anche con grandissimi musicisti come Bill Evans, Charles Mingus, Martial Solal, Bob Brookmeyer, Paul Motian, Paul Bley, Albert Mangelsdorff, Lars Gullin, Henri Texier, Charlie Haden, Phil Woods, Art Pepper, Ornette Coleman, Red Rodney, Brad Mehldau, Dave Holland, Kenny Wheeler, Bill Frisell, Michel Petrucciani ed altri.

In Italia ha suonato con Renato Sellani, Stefano Battaglia, Franco Cerri, Enrico Rava, Glauco Venier, Enrico Pieranunzi, Barbara Casini, Franco D’Andrea, Giorgio Azzolini. Nel 2003, ha partecipato alla sedicesima edizione del Barga Jazz Festival, quell’anno dedicata alle sue musiche.

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