‘Archetype’, il nuovo LP di COMA BERENICES – RECENSIONE

‘Archetype’, il nuovo LP di Coma Berenices, esce Venerdì 17 aprile. Sono sei i brani che compongono l’album, caratterizzato da sonorità elettriche e acustiche, contaminazioni ritmiche e melodie intime. ‘Archetype’ si ispira all’idea di archetipo come forma primitiva e originale, modello trascendente di tutte le cose sensibili, cui inconsciamente, attraverso la musica, è possibile ricondurre percezioni della realtà del tutto particolari. È un omaggio al potere della musica, in grado di valorizzare al contempo la molteplicità e le diverse sfumature della contemporaneità, iscrivendole a una cornice universale priva di barriere.

Sei brani che ripercorrono gli ultimi due anni vissuti insieme dalla band (Antonella Bianco: chitarra elettrica, tastiere), (Daniela Capalbo: chitarra elettrica, chitarra acustica, mandolino), (Andrea De Fazio: batterista), (Gabriele Cernagora: clarinettista) tra musica, concerti e viaggi.

Il primo brano è ‘Arché’ che “nasce dal nulla, incombente, una melodia eterna, e al nulla ritorna- ha spiegato il gruppo- per rinascere, e rinascere ancora, in punta di piedi, per non svegliare”. Poi arrivano le due parti di ‘Keep Your Feet On The Stars Pt1’ e ‘Keep Your Feet On The Stars Pt 2’. “Ascoltando una nave nel cielo, i suoni nel mattino e la luce del giorno negli occhi. Ti manca la terra sotto ai passi e hai disperso la tua immagine negli specchi della casa. Le chitarre come una bora nei temporali in cui le nuvole piangono di gioia”. In ‘Silent Days’ ha continuato i Coma Berenices: “piove e tu dici è come trovarsi nella danza incessante del mare nel buio. Stai tremando ma come se non fossi tu”. Altro brano è ‘À L’improviste’ e infine l’ultimo in chiusura del disco è ‘Riyad’, “Un messaggio, forse tanti. Richiami urgenti, che non sappiamo decifrare. Quanti volti non ci sono più, nascosti fra le mani. E non possiamo più guarire, nè creare niente” hanno così concluso i Coma Berenices.

Il nome del gruppo fa riferimento ad una piccola costellazione visibile nelle notti primaverili o estive quando il cielo non è inquinato. Secondo il mito greco, si trova lassù da quando la regina Berenice fece voto solenne di consacrare ad Afrodite la sua bellissima chioma come pegno d’amore.

Coma Berenices nasce nel 2015 dall’incontro tra Antonella Bianco e Daniela Capalbo, musiciste attive nella scena underground campana. L’EP d’esordio ‘Delight’, registrato con Fabio Caliento alla batteria, è pubblicato da Slow Down Record nel Marzo 2016. Il titolo dell’Ep omaggia la poetica di Robert Herrick. Cinque tracce, idealmente tra loro legate da un unico filo rosso: il ‘piacere’ profondo che non nasce dalla perfezione, ma al contrario da un fascino distratto, da un ‘garbo selvaggio’. A giugno 2016 si unisce alla band il poliedrico batterista Andrea De Fazio (Nu Guinea, Fitness Forever), con il quale A. Bianco e D. Capalbo partecipano a diversi festival e manifestazioni (TEDX Napoli, Sofar Sound, Mercato Meraviglia, Edit Fiera del Design Editoriale, Gazebook:Sicily Photobook Festival) e condividono il palco con Kaki King, Paolo Benvegnù, Durdust, IOSONOUNCANE. Nei primi mesi del 2019 iniziano i lavori del secondo lavoro ufficiale, ‘Archetype’, al quale collabora anche il clarinettista Gabriele Cernagora. Le registrazioni dal vivo e i missaggi sono stati curati da Peppe De Angelis c/o il Monopattino Studio Recording di Sorrento (Na).

Di Serena Danese

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