61 anni fa nasceva Morissey: nel 1982 apriva la strada all’era Smiths

61 candeline per Steven Morrissey, leader e frontman degli Smiths
Considerato tra i più importanti precursori e innovatori della musica indie e britpop, Morrissey è ritenuto uno dei più grandi parolieri della storia della musica britannica e i suoi testi sono divenuti oggetto di studio accademico.

Nato a Davyhulme, in Inghilterra, il 22 maggio 1959, è un  cantautore  e  scrittore, ma soprattutto uno tra i più importanti precursori e innovatori della musica indie e britpop. Nel 1982 Morrissey e il chitarrista Johnny Marr formano gli Smiths, un incontro avvenuto grazie a una conoscenza comune

Nel febbraio del 1984 la band pubblica il primo, l’omonimo The Smiths, che raggiunge la seconda posizione nella classifica inglese e precede l’uscita di Hatful of Hollow: la band riscuote un successo crescente, prima in Inghilterra e poi a livello internazionale, diventando addirittura band di culto negli Stati Uniti.

All’inizio del 1985 pubblicano il loro secondo album, Meat Is Murder, che vede la band prendere posizioni politiche ancor più radicali rispetto al lavoro precedente, con la campagna pro-vegetariana annunciata dalla stessa title-track.

Lo stesso anno il gruppo intraprende un lungo tour durante il quale trova il tempo di registrare un altro album in studio, The Queen Is Dead, che esce nel giugno 1986 poco dopo il singolo Bigmouth Strikes Again, ed è considerato ancora oggi una delle pietre miliari del suo genere e spesso incluso in molte classifiche dei migliori album di sempre.

Nei primi mesi del 1987 esce una seconda compilation, The World Won’t Listen, che raggiunge il numero due nelle classifiche, seguita da Strangeways, Here We Come, quarto e ultimo album in studio del gruppo, pubblicato nel mese di settembre a band oramai divisa.

Nel 1987, dopo la separazione del gruppo, inizia la carriera solista durante la quale ha pubblicato diversi album.

 Dopo sei mesi pubblica il primo album da solista,Viva Hate. Il disco, che nasce da una collaborazione col produttore Stephen Street, con Vini Reilly dei Durutti Column e col batterista Andrew Paresi, non si distacca molto rispetto alla precedente produzione del cantante. Viva Hate raggiunge la posizione numero uno nella Official Albums Chart poco dopo la pubblicazione, anche grazie ai singoli Suedehead e Everyday Is Like Sunday.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *