E’ morto Mori Kanté: collaborò con Avitabile, il successo con Yéké Yéké

Aveva da poco compiuto 70 anni Mory Kanté, cantante  e  musicista  guineano, diventato famoso con la canzone Yéké Yéké del 1987, ad oggi il singolo africano più venduto al mondo con oltre un milione di copie. Mory Kante, malato da tempo, è morto il 22 maggio: “Aveva malattie croniche e andava in Francia per curarsi, ma con il coronavirus non è stato più possibile”, le parole del figlio che ha dato notizia della sua scomparsa. In Italia ha collaborato con Enzo Avitabile.

Mory Kanté era nato a Kissidougou, il 29 marzo 1950. Suonatore di kora, era il più giovane di 38 fratelli. Frequentò la scuola francese a Kissidougou dove imparò a suonare lo strumento balafon.

Nel 1971 Mory fu notato da Tidiane Kone, leader della formazione dei Rail Band e, nello stesso anno, entrò a far parte del noto gruppo musicale africano in qualità di chitarrista e balafonista. Successivamente, nel 1973, ne diventò cantante in seguito all’uscita di Salif Keïta. Rimarrà con il gruppo fino al 1978.

Nel 1974 il maestro spirituale Batrou Sekou Kouyate donò a Mory la propria kora che, da quel momento, lo accompagnò in tutti i suoi concerti.

Nel 1984 partì per la Francia, dove tenne molti concerti suonando la kora elettrica. Il 1987 pubblica il singolo Yéké Yéké vendette oltre un milione di copie in tutto il mondo mentre il successivo album, Akwaba Beach, oltre mezzo milione.

Nel 1990 – da ex immigrato clandestino quale era – Mory rappresentò la Francia a New York, durante un concerto a Central Park di fronte ad oltre 10.000 spettatori.

Nel 1999 ha collaborato con Enzo Avitabile: pubblicarono due brani.

Gli anni seguenti videro Mory effettuare vari tour in giro per il mondo durante i quali produsse una decina di album ufficiali. Durante questo periodo si adoperò molto per aiutare la musica africana e sviluppare progetti di solidarietà verso le popolazioni più povere. Il 16 ottobre 2001 diventò Ambasciatore per la FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

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