Eternamente Bob Dylan: 79 anni fa nasceva il premio Nobel della musica

Avrebbe potuto ‘approfittare’ dello stop causato dall’emergenza coronavirus per fermarsi serenamente, dall’alto dei suoi 79 anni che compie proprio oggi.

Invece la notizia dello stop al tour di qualche settimana fa, a causa della pandemia, non l’ha mandata giù facilmente: “E’ con profondo rammarico- ha scritto in un post sui social- che annunciamo che gli spettacoli americani” che erano “originariamente previsti per giugno / luglio vengono cancellati”. 

Bob Dylan e Joan Baez

La speranza è “di tornare il prima possibile”, una volta che “siamo sicuri della sicurezza per i fan e per chi lavora ai concerti”. Già, perché Bob Dylan è pure uno dei cantanti più attivi sui social.

Vincitore del premio Nobel, di un Oscar, un Golden Globe, un Pulitzer, la Legion D’Onore, un Grammy Award, il Polar Music Prize, insomma uno dei cantautori più premiati di sempre, autore di canzoni che hanno fatto la storia della musica, Dylan è nato a Duluth, nel Minnesota, il 24 maggio 1941.

Infinita, quanto incredibile (pure scontato ricordarla, ma rileggere e canticchiare certi titoli fa anche bene al cuore) la serie di capolavori incisi, come Knockin’ on Heaven’s Door (da sottolineare anche la versione dei Guns N’ Roses), ovvero delle canzoni più rivisitate di sempre; Blowin’ in the Wind, forse la più famosa canzone pacifista mai scritta; All Along the Watchtower (splendida anche la versione di Jimi Hendrix, non uno qualsiasi), Mr. Tambourine Man e l’infinita Like a Rolling Stone.

Dylan ha iniziato la sua carriera nel 1959 e da allora ha inciso oltre 50 album, il primo nel 1962, era il 19 marzo: l’omonimo ‘Bob Dylan’, nonostante contenesse canzoni come Highway 51 Blues e In My Time of Dyin’ che però non ottenne un grande successo.
Nato come Robert Allen Zimmerman, nella sua strepitosa carriera ha toccato (e tocca) più generi contemporaneamente, come il country, blues, gospel/spiritual, rock and roll, rockabilly, jazz e swing, ma anche musica popolare inglese, scozzese e irlandese. Soprattutto, proprio a Dylan si deve ad esempio anche la nascita del folk rock.

Dopo i primi passi nel mondo della musica, la svolta per lui arriva nel settembre del 1961, quando viene invitato a suonare l’armonica dalla cantante folk Carolyn Hester nel suo terzo album, Carolyn Hester.

John Hammond, talent scout della Columbia Records, si accorse del talento di Dylan e il mese successivo lo scritturò, permettendogli così di registrare il suo primo album, l’omonimo Bob Dylan, che include canzoni della tradizione folk, blues e gospel, oltre a due inediti dello stesso Dylan. L’album non ebbe un grande impatto, la casa discografica considerò Dylan come una delle follie di Hammond, a cui suggerì di stracciare il contratto. Hammond difese Dylan vigorosamente, e anche Johnny Cash divenne un suo potente alleato alla Columbia.

Nell’agosto 1962 assunse legalmente il nome ufficiale di Bob Dylan.
Oltre ad aver rivoluzionato la figura del cantautore, volente o nolente ha segnato passaggi fondamentali nella musica, a conferma di come fosse capace di trasformare in ‘oro’ tutto ciò che fosse passato attraverso le sue mani. Per esempio il video promozionale del brano Subterranean Homesick Blues (1965) è considerato da alcuni il primo videoclip in assoluto, mentre l’album Great White Wonder (1969) ha lanciato il fenomeno dei bootleg. E poi ancora la tripla antologia Biograph del 1985 è considerata l’apripista dei box set.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *