Sì ai concerti da 1.000 posti, Max Gazzè c’è: Quello che la musica può fare

Quello che la musica può fare. Anche ripartire dal ‘basso’, come Max Gazzè. Il cantautore romano, infatti, ha scelto di accettare di ripartire con i live seguendo le disposizioni governative in tema di coronavirus, che dal 15 giugno consentono di ricominciare con i live ma con delle limitazioni: massimo 200 persone per gli eventi al chiuso, 1.000 per quelli live, in entrambe i casi compreso chi lavora all’evento.

Max Gazzè

Se da una parte nei giorni scorsi praticamente tutti i grandi eventi in programma la prossima estate, oltre ai singoli concerti, sono stati rinviati o annullati, dall’altra ci sono artisti come Max Gazzè (e Daniele Silvestri) che invece hanno scelto di tornare finalmente sul palco.

Ad annunciarlo lo stesso artista con un post su Facebook: “Ero un musicista pieno di sogni nel cassetto quando nel 1994 ho conosciuto quel folle visionario di Francesco Barbaro e da allora OTRlive è diventata la mia seconda casa e la mia famiglia- ha scritto- In quasi 30 anni insieme abbiamo condiviso mille esperienze e idee. Oggi voglio che la sua battaglia per non fermare la musica diventi anche la mia. Ho deciso di rimandare di un paio di mesi la registrazione del nuovo disco, di rinunciare ai cachet standard dei grandi live per ridare la dignità del lavoro a chi è fermo”.
Per cui “‘scendo in palco’ per 1.000 posti a sedere insieme a coloro che da anni mi accompagnano e senza i quali non esisterebbero i concerti, dai musicisti allo staff che lavora dietro le quinte. Ripartiamo dopo i minuscoli locali degli inizi, i club, i teatri, l’Arena di Verona, le Terme di Caracalla e i grandi festival, ripartiamo per far sì che questo piccolo spazio diventi una cosa grande per tutti. Non dimentichiamoci di quello che una musica può fare“.

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