Osteggiata e per questo amata: 43 anni fa usciva God Save The Queen

La grinta della chitarra di Steve Jones, il sorriso beffardo sul volto di Johnny Rotten. E poi Paul Cook alla batteria e poi il basso di Glen Matlock. La ‘follia’ artistica di quattro giovani inglesi ha dato vita, 43 anni fa, a God Save the Queen, secondo singolo dei Sex Pistols.

Era il 27 maggio del 1977, l’uscita fu fatta coincidere con il Giubileo d’Argento di Elisabetta II d’Inghilterra. Anche se se i Sex Pistols negarono questa coincidenza: “Non e’ stata scritta per il Giubileo della regina”, ha precisato Paul Cook, il batterista della band. Invece Johnny Rotten ha dato la sua spiegazione: “Non si scrive una canzone come God Save the Queen perche’ si odiano gli inglesi. Si scrive una canzone come questa perche’ si amano e si e’ stanchi di vederli maltrattati”. Il singolo vanta anche un singolare record. Prima che siglasse un contratto con la Virgin, infatti, la band aveva fatto una primissima stampa, 25mila copie, di God Save the Queen dall’etichetta A&M, con B-side No Feelings. Una volta cancellato
il contratto con quest’ultima etichetta, le copie furono (quasi)
completamente distrutte.

Le nove, uniche, rimaste avrebbero raggiunto un valore tra gli 8.000 e i 20.000 dollari. Il percorso di questo singolo non fu certo semplice. Il 10
giugno del 1977, la band tento’ di suonarla su una barca sul Tamigi, di fronte al palazzo di Westminster. Ci fu una rissa, la barca attracco’ e undici persone furono arrestate. Inoltre, la canzone fu bandita dalla radio della BBC e l’Independent Broadcasting Authority, un’associazione che controlla e regola le trasmissioni nel Regno Unito, proibi’ di mandarla in onda. In piu’, molti negozi decisero di non vendere il singolo.

Nonostante tutto, a conferma del grande numero di copie comunque vendute, la canzone sali’ al secondo posto nella classifica ufficiale ‘UK Singles Chart’: pare che il singolo fu comunque il piu’ venduto del periodo.
‘No future’, la frase conclusiva della canzone e’ diventata un simbolo del movimento punk.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *