‘Deep Purple in Rock’, i primi 50 anni di un capolavoro

Un capolavoro, da 50 anni. Un classico dell’hard rock, uno dei primi album del genere, insieme a Led Zeppelin II e Paranoid dei Black Sabbath.

Il 3 giugno del 1970 usciva ‘Deep Purple in Rock’, l’album con i volti dei componenti della band scolpiti nella roccia al posto dei presidenti americani, sul Monte Rushmore. L’album contiene anche delle studio chat: nella versione rimasterizzata Ritchie Blackmore e Jon Lord eseguono più volte il tema musicale di Braccio di Ferro (Popeye the Sailor).

L’album è il primo della seconda formazione dei Deep Purple (nota come Mark II), con Ian Gillan e Roger Glover al posto di Rod Evans e Nick Simper.

Speed King si apre con una delle introduzioni più rumorose dell’epoca (in alcuni versioni venne eliminata facendo iniziare direttamente la canzone), grazie al suono dell’organo trasmesso dall’amplificatore per chitarre Marshall e la distorsione della Stratocaster di Blackmore.

Bloodsucker si mantiene sulla stessa linea con uno stampo più blues e Gillan che inizia a proporre i suoi celeberrimi acuti. Il primo lato si chiude con Child in Time: una ballata blues in continuo crescendo vocale e strumentale. Uno dei pezzi più famosi del loro repertorio, Gillan ha dichiarato di essere molto affezionato a questa canzone, tanto che, oltre ad averla riproposta da solista, fece promettere ai successivi cantanti dei Purple (David Coverdale e Glenn Hughes) di non eseguirla mai dal vivo.

Famoso in questo brano è inoltre l’assolo di chitarra di Blackmore: strutturato in un crescendo, parte lentamente per poi diventare sempre più veloce e frenetico, è considerato da molti come uno dei migliori mai eseguiti. La prima canzone del secondo lato è Flight of the Rat che parte con un riff di chitarra elettrica semplice e diretto, e nella parte centrale diventa un’alternanza di assoli tra tastiere, chitarra e batteria. Into the Fire è un blues più lento, anche se non manca di accelerazione e crescendo tipici del disco. 

Living Wreck ha un sapore più psichedelico, con l’organo di Lord protagonista negli assoli. Come nella finale Hard Lovin’ Man.

Black Night è una traccia bonus, divenuta famosa come singolo già due anni prima e da allora presenza fissa nella scaletta dei concerti della band di Hertford.

Tracce:

Lato A

  1. Speed King – 5:49
  2. Bloodsucker – 4:10
  3. Child in Time – 10:14

Lato B

  1. Flight of the Rat – 7:51
  2. Into the Fire – 3:28
  3. Living Wreck – 4:27
  4. Hard Lovin’ Man – 7:10

Tracce bonus per la 25th Anniversary Edition

  1. Black Night (original single version) – 3:27
  2. Studio Chat (1) – 0:28
  3. Speed King (versione in piano) – 4:14
  4. Studio Chat (2) – 0:25
  5. Cry Free (remix di Roger Glover) – 3:20
  6. Studio Chat (3) – 0:05
  7. Jam Stew (strumentale) – 2:30
  8. Studio Chat (4) – 0:40
  9. Flight of the Rat (remix di Roger Glover) – 7:53
  10. Studio Chat (5) – 0:31
  11. Speed King (remix di Roger Glover) – 5:52
  12. Studio Chat (6) – 0:23
  13. Black Night (remix inedito di Roger Glover) – 4:47

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