George Floyd, Neil Young: No solo un ‘Southern Man’, è ovunque negli Usa

Una descrizione talmente forte, accurata, una denuncia così importante che spinse i Lynyrd Skynyrd a scrivere Sweet Home Alabama in risposta proprio a Southern Man (e ad Alabama, il singolo di Harvest, album del 1972).

Neil Young

E’ il 1970 quando Neil Young pubblica After The Gold Rush, il terzo album in studio, che contiene, tra le altre, la canzone Southern Man, una canzone sul razzismo negli Usa nei confronti dei neri.

Racconta, infatti, la storia di un uomo bianco del sud e di come egli maltratti e disprezzi i propri schiavi negri e chiede quando il “Sud bianco” pagherà infine il proprio debito verso la popolazione di colore sul sangue della quale ha costruito le proprie fortune, cantando: “I saw cotton and I saw black, tall white mansions and little shacks. Southern Man, when will you pay them back?” (“Ho visto il cotone e ho visto il nero. Alti palazzi bianchi e piccole baracche. Uomo del sud, quando li ripagherai per questo?”). Inoltre, si parla del Ku Klux Klan.

Visti i fatti delle ultime settimane, dell’uccisione di George Floyd, Neil Young sceglie, attraverso i social, di attualizzare questa canzone, ripronendo una nuova versione, perché il razzismo non c’è solo al sud ma anche in tutti gli Usa: “Questo sono io, un vecchio uomo che canta la sua canzone vecchia 50 anni che era stata scritta dopo innumerevoli anni di razzismo negli Stati Uniti. E guardaci oggi! Va avanti da troppo tempo”.

E ancora: “Non si tratta solo di un ‘Southern Man’ (Uomo del Sud) ora. È ovunque negli Stati Uniti. È tempo di un cambiamento reale, nuove leggi e nuove regole per la politica”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *