‘Malecherifarei’, il primo album del cantautore MICHELE MACCAFERRI – RECENSIONE

‘Malecherifarei’ è il titolo del primo disco del cantautore bolognese Michele Maccaferri, ma è anche il suo nome d’arte. Si tratta di un album dalle sonorità elettriche e dalle melodie ipnotiche, che racconta la fine di una storia d’amore, e ogni traccia ne descrive i vari passaggi. Prodotto da Paolo Valli all’Over Studio Recording di Ferrara, musiche e testi di Maccaferri.

Il primo singolo ad essere stato presentato nel 2018 è ‘Sangue nelle vene’. È entrato nella top 100 singoli italiani e top 10 singoli rock iTunes. La canzone, attraverso alcune metafore, descrive la paura di affrontare una separazione. Il video è stato girato da Giovanni Aloi, a Camogli, con riprese subacquee del Cristo degli abissi di San Fruttuoso. Il mare raffigura metaforicamente il mondo interiore che si scontra con la visione esterna e terrestre.

Il secondo singolo, uscito nel febbraio 2019, è ‘Senza di te’ una canzone sull’assenza. Il video con regia di Andrea Barone e Giovanni Aloi è stato girato a Venezia. Poi c’è ‘Pensa che bel mondo’ singolo che affiancando questioni di valore assoluto ad altre di valore molto relativo e personale, immagina utopicamente un mondo perfetto. Il videoclip diretto da Michele Maccaferri ed il Redlight Photostudio, è stato girato nello showroom G&H Tatterton, tra sogno e realtà. Ancora nell’album troviamo la canzone ‘Scordarsi di me’ che cerca di analizzare uno stato depressivo in maniera ironica e grottesca. Poi ‘Semplicità e nuda realtà’ che racconto il disagio di una mancanza tanto grande da rendere la realtà paranoica. Altri due brani sono ‘Come mi vuoi tu’ storia di un viaggio che rappresenta in realtà una fuga anche da se stessi e ‘Via di qua’ che analizza il ritorno dopo la fuga, attraverso alcune riflessioni su affetti personali e qualche rimpianto. Ultimo brano uscito insieme al resto del disco è ‘Il guardiano del faro’. Parla di solitudine e alienazione, ma anche di perseveranza e ricerca di una guida. Il videoclip creato da Michele Maccaferri, è stato realizzato utilizzando immagini del film ‘20000 leghe sotto i mari’ del 1916. A chiudere invece l’intero album troviamo il singolo ‘Altomare’. La canzone muovendosi tra frammenti di ricordi e rimanenze, raffigura la liberazione dal passato e la speranza di un nuovo inizio… in alto mare. Il videoclip di Michele Maccaferri, è stato realizzato con la stessa tecnica del video di ‘Guardiano del Faro’, è composto da immagini del film underground newyorkese del 1969 ‘All Woman Are Bad’.

Michele Maccaferri dopo il diploma al liceo classico, si iscrive a scienze politiche nella sua città natale: Bologna. Abbandona la facoltà a soli tre esami dalla laurea, motivato dal fatto che non era il percorso che avrebbe voluto fare. Si dedica con passione alla fotografia, sperimenta e crea, le sue immagini sono il frutto di una curiosa ricerca spesso rivolta a soggetti e situazioni che fanno emergere uno spirito solitario e sensibile.

Tra il 2012 e il 2015 vive in Sud America, viaggia per tutto il paese, con un Volkswagen Combi, che a volte diventa il set di servizi fotografici insoliti e molto intimistici. Partecipa a diversi concorsi fotografici e porta il suo contributo per la crescita di un museo fotografico on-line, che un amico aveva creato. Da quei luoghi torna ricco di esperienze e tanto materiale.

Dopo il lungo viaggio comprende che ciò che veramente ha da esprimere lo può fare attraverso la musica. Da ascoltatore maniacale, appassionato degli anni 70′, collezionista e conoscitore di vinili e da musicista autodidatta, decide di fermarsi lì, in quel punto, che sarà una partenza senza ritorno.

Di Serena Danese

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