Vasco Rossi: Modena Park, la più grande sfida in assoluto

La sofferenza della mancanza dei concerti, una prima assoluta dopo 40 anni di carriera, irripetibile. E poi gli Anni 80, il ricordo del padre. E Modena Park.

Si è raccontato e ha raccontato molto Vasco Rossi, durante la riproposizione di Modena Park, lo storico concerto da record di 3 anni fa, quello da oltre 200mila spettatori, andato in onda su Rai1.

“Quest’anno soffro molto senza concerti”, ha detto Vasco, a proposito della pandemia che ha costretto al rinvio all’anno prossimo il tour nei festival il rocker di Zocca. A proposito del coronavirus, ha sottolineato che “sono arrivato vedere evento cosi epocale”, come pure a vedere “Trump presidente, come se fosse uno scherzo, purtroppo è un brutto scherzo”, ha proseguito ironicamente.

Il grande cuore di Vasco si è manifestato nelle parole sulla condizione delle maestranze, quelle che lavorano dietro le quinte dei suoi concerti, e non solo dei suoi: “Avevamo pensato di fare un fondo con Laura Pausini e con Jovanotti– ha detto- Ognuno avrebbe messo una cifra importante. Ma poi non si sa a chi affidarlo. Allora poi abbiamo dirottato sull’appello della Pausini al Governo. E poi ognuno ha pensato ai suoi ed è quello facciamo”.

Con Modena Park ha celebrato 40 anni di carriera: “Sono dell’idea che le cose non le devi fare se non le fai con il cuore. Negli Anni 80 giocavamo, eravamo ubriachi e sconvolti. Ma nell”86 ho cominciato a pensare di svoltare. E sono diventato professionista. Se questo mestiere lo fai per divertimento lo fai per 4-5 anni. Se vuoi diventare professionista devi svoltare“.

E ancora: “Quando scrivo una canzone lo faccio per esprimere qualcosa. Se riesco a toccare il cuore delle persone ho raggiunto il mio scopo nella vita”.

Per il Blasco Modena Park “è stata la sfida più grande in assoluto”, se fosse successo a Roma o a Milano per Vasco sarebbe stata considerata poco. Ha poi elogiato il pubblico “che ha rispettato le tante regole e che ha avuto una grande pazienza e tranquillità”. A proposito di regole, “per me vanno rispettate. Sono il primo a dirlo. Se non le rispetti, come ho fatto io tante volte, ne devi pagare le conseguenze. Non sopporto quelli che non rispettano le regole e poi pensano di farla franca. O che fanno le vittime”.

Ha poi ricordato il padre, che ha perso quando lui era molto giovane, agli inizi della carriera: “Sarebbe stato bello se ci fosse stato, se avesse visto tutto questo” ma soprattutto “se non avessi avuto quello choc” della sua scomparsa “non avrei avuto tutto questo. E’ stato uno choc. mi sono come svegliato. Mi sono venute forza e determinazione che aveva lui”.

A proposito delle sue canzoni, Vasco ha spiegato che “‘Siamo soli’ è una canzone importante per me. Emozionante. Io non parto mai dal titolo quando scrivo, ma dalla prima frase. Non so neanche se non riuscirò a finirla la canzone”. E poi: “Scrivo per comunicare, non per piacere alla gente”.

Si è poi definito “un provocatore di coscienze” ed è “contrario a mitizzare chi scrive le canzoni”. Vasco si è detto “orgoglioso di aver dato credibilità al rock in Italia”.

Il giorno del concerto, di Modena Park, “mi sono svegliato con calma, ho pensato ‘stai tranquillo’. Con l’elicottero siamo passati sopra Zocca. Quando sono arrivato ho visto questa distesa di gente incredibile”. Dopo il concerto è tornato a Rimini, nella casa dove è stato intervistato dalla Rai: “Quella notte è stata la più bella della mia vita”.

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