Genio e follia pinkfloydiana, 14 anni fa l’addio a Syd Barrett

Un intero album, il primo dei Pink Floyd, che avrebbe aperto la strada al mito. E poi una serie di chicche, compreso l’ultimo singolo del secondo disco pinkfloydiano, che contribuiranno a influenzare glam rock, rock alternativo, indie rock e punk rock.

Members of the psychedelic pop group Pink Floyd. From left to right, Roger Waters, Nick Mason, Syd Barrett and Rick Wright. (Photo by Keystone Features/Getty Images)

Roger Keith ‘Syd’ Barrett è morto esattamente 14 anni fa, era il 7 luglio del 2016. Era nato a Cambridge il 6 gennaio 1946. Dalla sua geniale follia nacquero i Pink Floyd, nome che partorì pare mettendo insieme i nomi dei suoi bluesman preferiti, Pink Anderson e Floyd Council.
E dire che nei Pink Floyd è stato pochissimo, dalle origini, 1965, al 1968, giusto il tempo di incidere The Piper at the Gates of Dawn, nel 1967, di cui scrisse quasi tutti i testi e le musiche, e l’ultima traccia di A Saucerful of Secrets, Jugband Blues, nel 1968.

Quest’ultimo album è quello dei ‘5’ Pink Floyd, a cui contribuì infatti anche David Gilmour, che era stato chiamato inizialmente per affiancare Barrett, che iniziava a dare i primi segnali di insofferenza, a mostrare i primi problemi mentali.
Arrivò quindi il momento di lasciare la band, era il 6 aprile del 1968. Quando gli altri Pink Floyd decisero di non andare a prendere Syd Barrett per andare a suonare a Southampton, su decisione di Roger Waters, probabilmente sapevano già che stavano prendendo una decisione che avrebbe segnato il futuro della band.

Erano tutti in macchina, una Bentley, diretta verso l’ennesimo concerto del neonato gruppo che avrebbe segnato un passaggio importante nella storia della musica. Syd aveva già dato tanti, troppi segni di instabilità e di insofferenza, vuoi per i problemi che aveva di suo, vuoi per il consumo di droga che certamente non dava una mano ad una situazione già complicata.

Era il 20 gennaio del 1968.
Barrett tentò una breve carriera solista, incise nel 1970 due album, The Madcap Laughs e Barrett, ma poi si ritirò dalle scene definitivamente. Fino alla morte nel 2006, si dedicò alla pittura e al giardinaggio, disinteressandosi della popolarità e facendosi vedere in pubblico sempre più raramente, alimentando così ancora di più la sua leggenda.
Famosa l’influenza della sua vicenda sulla produzione dei Pink Floyd. In particolare, parliamo di The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here e The Wall.

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