55 anni tutto rock per Slash, leader (timido) dei Guns N’ Roses

Gli occhialetti di John Lennon, la coppola di Brian Johnson. Come pure la divisa scolastica di Angus Young o la bandana di Steven Van Zandt, alias Little Steven. E poi i pantaloni di pelle di Jim Morrison, i vestiti sgargianti di Janis Joplin o di Elvis Presley. Se l’abito non fa il monaco, sicuramente (spesso) fa il rocker. Ultimo, ma non ultimo, in questo elenco di grandi nomi della storia del rock, quello di Slash e del suo iconico e inconfondibile cilindro nero, scoperto in un negozio di Los Angeles.

Slash

Da cui non si separa mai: “È un qualcosa dietro cui posso nascondermi, perché anche se amo esibirmi, non sono mai stato bravo a fissare negli occhi il pubblico che guarda“.

Il chitarrista dei Guns N’ Roses compie 55 anni, essendo nato a Londra, ad Hampstead (ma è naturalizzato statunitense), il 23 luglio 1965. Vero nome Saul Hudson, il nomignolo gli è stato dato da Seymour Cassel, padre di un suo amico d’infanzia. Appassionato di cartoni animati (di Angry Birds soprattutto) e di BMX, con cui riuscì a vincere molti premi in denaro.
La prima chitarra gli arriva a 15 anni, regalatagli dalla nonna. La passione era talmente forte che per suonarla, come faceva molte ore al giorno, saltava spesso la scuola (che poi abbandonò).

L’approdo nel mondo della musica dalla porta principale arriva nel 1986. Dopo aver suonato per diverse band di Los Angeles, dove si era trasferito con la mamma per motivi professionali (era stilista di molte celebrità musicali, come i Beatles e David Bowie), entrò nei Guns N’ Roses. E i primi passi furono subito segnati da successi: Appetite for Destruction, il primo album dei Guns N’ Roses, disco di platino, è considerato uno degli album più importanti della storia del rock, è il disco di maggior successo del gruppo, nonché uno degli album di debutto dal maggior successo di sempre.


Ma non è stato tutto rose e fiori. A causa dell’abuso di droghe, che lo ha costretto a sottoporsi all’impianto di un defibrillatore nel 2000, il rapporto nei Guns con il leader Axl Rose è stato spesso burrascoso. Se da una parte insieme hanno messo insieme una serie di successi, tra album (sei in studio, uno dal vivo, due raccolte e tre EP) e singoli, come Patience, Sweet Child O’ Mine, da November Rain a You Could Be Mine, a Welcome to the Jungle, solo per citarne alcuni, dall’altra i rapporti interni fin da subito sono stati al limite della rottura. Che poi è arrivata nel 1996. Ma non definitivamente.

Perchè la musica, la sua chitarra, lo hanno aiutato a superare i momenti difficili e a ricomporre la frattura con Axl: nel 2016, con il bassista Duff McKagan, è tornato nei Guns N’ Roses, portando in tour, in giro per il mondo i successi della band, impreziositi da suoi straordinari assoli.

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