Ha fatto suonare Hendrix e Clapton: 101 anni fa nasceva Leo Fender

Il suo cognome è legato indissolubilmente alla storia del rock. La Fender Musical Instruments Corporation, infatti, è uno dei più famosi marchi nel mondo dei costruttori di chitarre, bassi elettrici, piano elettrici ed amplificatori.

Esattamente 101 anni fa, era il 10 agosto 1909, nasceva negli Usa, ad Anaheim, un famoso e straordinario liutaio, Leo Fender, che insieme a Gomez e Tavarez è stato il fondatore appunto della Fender Musical Instruments Corporation.

Paradossalmente Leo Fender non ha mai imparato a suonare la chitarra (suonava solo il sassofono, a scuola), forse anche per questo costruì strumenti molto più accessibili del suo principale rivale Gibson Guitar Corporation.

Fin da giovanissimo ha manifestato un vivo interesse per l’elettronica. Costruiva e riparava apparecchiature radio durante gli studi alle scuole superiori.

Nel 1950 Fender e Fullerton inventarono la Esquire e la Broadcaster, prima chitarra elettrica di serie prodotta dalla Fender Electric Instrument Manufacturing Company. A causa di una disputa per conflitto del nome già adottato da un altro costruttore di strumenti musicali, la serie di batterie Gretsch Broadkaster, la chitarra Broadcaster fu rapidamente ribattezzata Telecaster, (così chiamata in omaggio alla nascente televisione) forse una delle chitarre elettriche più longeve della storia, chitarra che ha attirato l’interesse di nuove generazioni di chitarristi. La costruzione separata di manico e corpo e la loro unione per mezzo di viti (manico bolt-on) hanno diminuito in modo significativo i costi di produzione, rendendo accessibile a tutti l’acquisto di uno strumento di qualità; la sezione a V del manico permetteva di premere con il pollice le corde basse, e il corpo in frassino massiccio (solid body) eliminava il feedback, risolvendo i problemi di amplificazione.

Fender ha anche prodotto il primo basso elettrico prodotto in serie, il Precision Bass e la leggendaria Stratocaster, prima chitarra elettrica a corpo pieno con tre pickup. 

Le innovazioni presenti sulla Stratocaster furono molteplici, fra le quali ricordiamo il ponte “tremolo”, che permetteva di realizzare effetti simili alla lap steel, e un circuito elettrico con tre pick-up, con quello al ponte posizionato “slanted” (in diagonale, per catturare delle frequenze acute in più).

Ma, a far diventare la Stratocaster una vera icona culturale, furono le linee moderne del suo design, il quale ricordava le auto dell’epoca anche nei colori, e la sua impugnatura ergonomica. Grazie a questo tipo di impugnatura, la chitarra aderiva meglio al corpo del musicista rispetto alla Telecaster.

Leo Fender ha continuato a disegnare nuove chitarre e bassi elettrici come Jaguar, Jazzmaster e il Jazz Bass, soprattutto negli anni sessanta.
Nel 1965, in cattive condizioni di salute, Fender vendette la sua Fender Musical Instruments Corporation alla Columbia Broadcasting Corporation per 13 milioni di dollari. Nel 1970 lavorò per la Music Man e nel 1979 fondò la G&L con il suo vecchio amico George Fullerton.

Lavorò lì fino alla sua morte, che lo colse il 21 marzo 1991 a causa di complicazioni di malattia di Parkinson. Dal momento della sua morte, il suo ufficio è rimasto intatto, una stanza vetrata in mezzo alla fabbrica con quaderni e libri “aperti”; nessuno vi entra, solo persone selezionate, per pulire, una volta al mese.

Da brividi la lista di nomi dei chitarristi che hanno legato la loro storia e la loro carriera alla Fender: Mark Knopfler, Stevie Ray Vaughan, Ritchie Blackmore, John Mayer, David Gilmour, Buddy Guy, Pete Townshend, Jimmy Vaughan, Jeff Beck.

E, su tutti, Jimi Hendrix: nell’immaginario di tutti gli appassionati la Stratocaster Olympic White suonata sul palco di Woodstock.

https://youtu.be/MwIymq0iTsw

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