Buon compleanno Ian Anderson, flauto magico dei Jethro Tull

In principio, ai tempi della scuola, fu l’armonica a bocca. La scintilla era scoccata, complici le copie del Melody Maker letto durante la pausa pranzo, quando lavorava in una edicola: avrebbe suonato in una band. E così fu.

73 anni fa nasceva Ian Anderson, il folletto del rock progressivo, frontman dei Jethro Tull. Nato a Dunfermline il 10 agosto 1947, a  a Luton dove si era trasferito, incontrò il batterista Clive Bunker e il chitarrista e cantante Mick Abrahams della band blues McGregor’s Engine. Insieme a Glenn Cornick, il bassista che aveva conosciuto tramite John Evan, creò la prima formazione del gruppo di cui resterà leader per più di 40 anni, i Jethro Tull.

Polistrumentista straordinario come pochi, negli album dei Jethro Tull ha suonato una varietà (quasi) infinita di altri strumenti, tra cui armonica a bocca, chitarra elettrica, basso, sassofono, tastiere, percussioni, organo Hammond, trombone e violino.

Una leggenda racconta il suo avvicinamento al mitico flauto traverso. Pare che da ragazzino sia andato a vedere un concerto di Eric Clapton, decidendo in seguito di non dedicarsi ad un solo strumento ma a più d’uno (si convinse che non sarebbe mai stato all’altezza di Slowhand): scambiò la sua chitarra elettrica con un flauto traverso e dopo alcune settimane di esercizio scoprì che poteva suonare abbastanza bene sia in stile rock che blues.

Come flautista, Anderson è un autodidatta, e si è in parte ispirato alla tecnica di Roland Kirk. Secondo le note di copertina del primo album dei Tull, This Was, aveva cominciato a suonare il flauto solo pochi mesi prima di incidere il disco.

Un brano particolarmente noto dei Jethro Tull, Bourée, libere ed estrose variazioni da un tema di J.S. Bach, è considerato paradigmatico della sua tecnica.

La sua famosa tendenza a stare su una gamba sola mentre suona il flauto è nata per caso. Come riportato nel video Nothing Is Easy: Live at the Isle of Wight 1970, era stato incline a stare su una gamba mentre suonava l’armonica, tenendo il microfono per stare in equilibrio. Durante lunghe prove al Marquee Club, un giornalista lo descrisse, sbagliando, come in piedi su una gamba sola a suonare un flauto. Decise così di sfruttare questa reputazione, anche se con qualche difficoltà. I suoi primi tentativi sono visibili nel video The Rolling Stones Rock and Roll Circus. Più tardi nel corso degli anni fu sorpreso nel venire a conoscenza delle rappresentazioni iconiche delle varie divinità che suonano il flauto, in particolare Krishna e Cocopelli, che li mostrano in piedi su una gamba sola.

Anderson è autore dei testi e delle musiche della maggior parte dei brani dei Jethro Tull. I suoi testi sono spesso complessi e talvolta affrontano in modo molto diretto e corrosivo temi religiosi (My God), politici e morali, altre volte in stile tongue-in-cheek, tra l’ironico e il sarcastico (Thick as a Brick). In altre occasioni combina i testi con generi che vanno dal folk al mitologico al fantastico, come in Minstrel in the Gallery, Songs from the Wood e The Broadsword and the Beast.

Dopo una breve pausa dalla band, nel settembre 2017, Ian Anderson ha annunciato il ritorno del gruppo sulle scene, per celebrare il cinquantesimo anno di attività nel 2018, con un tour e un nuovo album.

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