50 anni di un capolavoro: Neil Young pubblica After The Gold Rush

Southern man/Better keep your head/Don’t forget, what your good book/said/Southern change gonna come at last/Now your crosses, are burning fast, southern man“.  

Southern Man è una canzone che descrive il razzismo nei confronti dei neri nel sud degli Stati Uniti d’America. E’ una canzone che scatenò polemiche furiose, al punto da spingere i Lynyrd Skynyrd a scrivere Sweet Home Alabama in risposta ai brani Southern Man e Alabama.

Southern Man è indubbiamente la canzone ‘politica’, l’unica, dell’album After The Gold Rush, pubblicato 50 anni fa, era il 31 agosto del 1970. Neil incide l’album con gli storici Crazy Horse, anche se l’album verrà accreditato al solo Neil Young, con la partecipazione del bassista dei CSN&Y Greg Reeves al basso, di Stephen Stills alle voci, di Jack Nitzsche e di un giovanissimo Nils Lofgren, futuro chitarrista di Bruce Springsteen, al pianoforte.

 Only Love Can Break Your Heart e When You Dance I Can Really Love sono i due singoli estratti.

After the Gold Rush arriva dopo Déjà vu, lo strepitoso album inciso dal supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young. L’album mette insieme pezzi country folk, unitamente a brani dalle sonorità più ruvide come Southern Man e When You Dance I Can Really Love. Oppure a pezzi più acustici, in cui predomina una melodia piena di malinconia, pacatezza, dolcezza, ma anche inquietante e pure aggressiva: come After The Gold Rush, Tell Me Why, oppure brani country come Oh, Lonesome Me e Only Love Can Break Your Heart. E c’è pure il Neil Young elettrico e rock, come in Southern Man.

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