Tra Mito e Leggenda: 45 anni fa i Pink Floyd pubblicavano Wish You Were Here

Selezionare una canzone ‘simbolo’ di un album come Wish You Were Here è impresa complicata. Non perché non ce ne siano, tutt’altro. Semplicemente perché sceglierne una piuttosto che un’altra è riduttivo.

Nono album dei Pink Floyd, è stato pubblicato il 12 settembre del 1975. Prendiamo la lunga suite Shine On You Crazy Diamond, formata da nove parti e solitamente divisa in due: la prima va dalla parte I alla parte V, la seconda dalla parte VI alla parte IX. Si tratta di una traccia dedicata alla figura di Syd Barrett, il genio folle che aveva dato origine alla band, e non solo per la scelta del nome, ma pure per quella che oggi si chiamerebbe direzione artistica. Fino al 1968, quando i suoi problemi mentali erano diventati incontrollabili, costringendolo a lasciare la band.

Proprio a Syd è legato il leggendario incontro agli Abbey Road Studios, il 5 giugno del 1975, durante le registrazioni dell’album, tra lui e gli ex compagni.

Mentre si stava completando il missaggio finale di Shine On You Crazy Diamond, un uomo sovrappeso con la testa e le sopracciglia completamente rasate a zero, con in mano una busta di plastica della spesa, entra nella stanza. Waters, che stava lavorando nello studio, inizialmente non lo riconosce, mentre Wright inizialmente pensa si trattasse di un amico di Waters o di un tecnico della EMI, prima di rendersi conto che si trattava di un irriconoscibile Syd Barrett.

Anche Gilmour inizialmente pensa a un membro della EMI prima di accorgersi che si trattava del vecchio amico, mentre Mason resta addirittura inorridito quando Gilmour gli disse chi era quell’individuo dall’aspetto tanto bizzarro. All’incredulità subentra l’emozione: Waters scoppia in lacrime alla vista di come si era ridotto l’ex compagno di band, al quale Andrew King chiese come avesse fatto a mettere su così tanto peso. Barrett rispose semplicemente che aveva a casa un grosso frigorifero pieno di carne di maiale e che mangiava molte costolette. Avrebbe addirittura dato il proprio contributo al disco suonando delle parti di chitarra, ma una volta scoltato il mix di Shine On la definisce “un po’ datata”.

E poi Welcome to the Machine, “simbolo di scoperta musicale e di progresso tradito dal mondo della musica”, che finisce con i rumori di una festa per simboleggiare “la mancanza di sentimenti tra le persone”. Altro pezzo fondamentale dell’album è Have a Cigar, che attacca e disprezza i “pezzi grossi” dell’industria musicale.

E poi, ovviamente, l’immortale Wish You Were Here, dedicata a Syd Barrett: il famosissimo riff nasce da David Gilmour, che lo propone a Roger Waters il quale ne rimane colpito positivamente. I due, già proprio i due amici/nemici più famosi della storia del rock, insieme danno vita ad un capolavoro leggendario.

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